La tappa friulana del Giro d’Italia, nell’edizione che partirà venerdì 8 maggio dalla Bulgaria – è la 16ª volta che la Corsa Rosa debutta oltre confine – non sarà un evento come quelli del passato. Sabato 30 maggio, infatti, i corridori saranno al via da un luogo simbolico per ricordare il 50° anniversario del terremoto, ovvero la Caserma Goi-Pantanali di Gemona, dove la notte del 6 maggio 1976 persero la vita 29 alpini. Con lo sguardo volto a Gemona affronteranno un percorso che toccherà molti dei comuni messi in ginocchio dal sisma – in tutto quasi mille sono state le persone rimaste sotto le macerie – fino ad arrivare a Piancavallo.
La tappa “made in Friuli” è stata presentata ufficialmente venerdì 27 marzo a Venzone, al Teatro della Caserma “Manlio Feruglio”, occasione anche per consegnare un premio alla carriera a Mauro Vegni, storico direttore del Giro, per il suo impegno e il suo contributo al ciclismo, che ha ricevuto il riconoscimento (un’opera realizzata dalla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo) dalle mani del portavoce della Regione, Edoardo Petiziol. Una parentesi che ha consentito pure di ricordare l’eredità lasciata da Enzo Cainero, storico dirigente sportivo (e non solo) che ha portato il Giro d’Italia in terra friulana, puntando sulla formula della partecipazione corale dove l’impegno di volontari, Protezione civile e istituzioni ha sempre fatto la differenza. E quel “marchio di fabbrica” firmato da Cainero (mancato a gennaio 2023) è stato il “testimone” che il presidente del Comitato locale di tappa, Paolo Urbani, ha raccolto con grande onore.
In rappresentanza del Governo del Fvg, alla cerimonia erano presenti le assessore alle Infrastrutture, Cristina Amirante, e alle Finanze, Barbara Zilli. «Questa tappa non è solo sport – hanno convenuto –, ma memoria, identità e futuro: oggi portiamo al mondo il “Modello Friuli” e la forza della nostra rinascita, investendo risorse importanti per lasciare un segno tangibile nel territorio».
I dettagli della tappa in Fvg
Quella del 30 maggio sarà una tappa decisiva per la Corsa rosa. «Una prima assoluta», l’ha definita Urbani. Il passaggio in 27 comuni per 200 chilometri e circa 3750 metri di dislivello – con tre Gran premi della Montagna e un traguardo volante – caratterizzerà la giornata che si vivrà tra memoria e sport. Dopo il via da Gemona, il passaggio dei ciclisti a Venzone, Bordano, Osoppo, Buja, Artegna, Magnano in Riviera, Tarcento, Nimis, Reana del Rojale, Tricesimo, Colloredo di Monte Albano, Majano, San Daniele, Forgaria, Vito d’Asio, Clauzetto, Castelnovo del Friuli, Travesio, Meduno, Cavasso Nuovo, Fanna, Maniago, Montereale Valcellina, Barcis e Aviano, con la doppia scalata al Piacavallo, omaggiando la storia della regione e la leggendaria scalata di Marco Pantani del 1998. «Sarà una grande festa collettiva – sono ancora parole di Urbani – e un’occasione irripetibile per mostrare al mondo il volto autentico del nostro Friuli: una terra capace di soffrire, rialzarsi e tornare protagonista».
Monika Pascolo














