Nella chiesa di Santa Cecilia, a Pradamano, la sua musica risuona ormai da un secolo: l’organo – collocato nel soppalco, sopra la porta principale – compie, infatti, cent’anni, prestigioso traguardo che sarà festeggiato, venerdì 1° maggio alle 18, con un concerto. A esibirsi in «Cento anni di note, cento anni di emozioni» sarà il quartetto d’archi composto da Gaia Perosa e Valentina Manzocco, al violino, Ilaria Di Lena alla viola e Beatrice Polo al violoncello. All’organo ci sarà Lorenzo Rupil.
Ma qual è la storia di questo organo? Scavando nei registri parrocchiali si scopre che prima ce n’era un altro, realizzato nel 1835 da Pietro Antoni De Corte, di Ovaro, che fu però venduto alla Parrocchia di Grions del Torre. «Il parroco di allora, don Pietro Miani – fanno sapere dalla Parrocchia – dopo aver rinnovato il suono delle campane e mancando in chiesa un accompagnamento musicale adeguato, il 10 luglio 1925, assieme alla fabbriceria, chiese un preventivo alla ditta Beniamino Zanin e figli per un organo a due tastiere di 58 note e una pedaliera di 30 note reali». Un preventivo venne chiesto pure alla Fabbrica Pontificia d’organi di Giuseppe Malvestio di Padova, per un organo nuovo a sistema trasmissivo pneumatico-tubolare che, dopo le pratiche burocratiche e una spesa di 33 mila lire, venne solennemente inaugurato il 19 dicembre 1926. Realizzato con legno di ebano, noce e bosso, sulla facciata, sopra la consolle, in un ovale contornato da decorazioni con foglie d’acanto e riccioli ornamentali, fa bella mostra di sé la scritta «Laudate Dominum in chordis et organo».
«Il 3 luglio 1928 – spiegano ancora dalla Parrocchia – iniziarono i lavori di ampliamento dell’orchestra, affinché il nuovo organo, che occupava un volume maggiore del precedente, lasciasse spazio adeguato anche ai coristi». Nel 1929 vennero riposizionati i quadri del parapetto e decorati pulpito e organo stesso, con «notevole dispendio di energia e costi, sostenuti dai fedeli nonostante la durezza e la miseria degli anni Trenta». Negli anni vennero poi apportate migliorie (la funzione del tremulo, ad esempio) e le necessarie manutenzioni e riparazioni. L’intervento più significativo di restauro si ebbe però nel 1991 a cura della ditta Francesco Zanin, con una spesa che superò i 10 mila euro. La doverosa manutenzione continua anche oggi, proprio nel 2026 l’organaro Renzo Grosso ha effettuato un intervento ordinario di pulizia interna e accordatura dello strumento.
Il concerto di venerdì 1° maggio si inserisce nel ben più ampio programma di «Pradamano in festa», tradizionale iniziativa organizzata dalla Parrocchia di Santa Cecilia in piazza Chiesa e che aprirà i battenti venerdì 24 aprile alle 18.30 con l’inaugurazione delle mostre e la consegna della Costituzione di diciottenni. Tantissimi gli appuntamenti sportivi, culturali, musicali ed enogastronomici che animeranno la festa fino a domenica 3 maggio, il programma completo sulla pagina Facebook «Pradamano in festa».
Anna Piuzzi














