“Mamma, ma cosa sta succedendo? Perchè le luci traballano?”
“Niente. Stai tranquilla amore, vieni con me”…
Gemona, 06 maggio 2026
Sono passati 50 anni da quando ho sentito le tue ultime parole.
Sono passati 50 anni da quando la terra creò il mio peggiore incubo.
Sono passati 50 anni da quando la vita della mia regione cambiò per sempre…
Il ricordo di quella giornata mi porta ancora ad avere i brividi. La mattina sembrava un giorno normale, giocavo felice con le mie amiche;
ma la sera…la sera capii che non lo era affatto. Fu un disastro. In 57 secondi la mia casa crollò, la mia mamma morì e del mio papà non seppi più nulla. Non so neanche come feci a salvarmi… Ricordo solo che d’un tratto la luce intorno a me cessò di colpo e nel buio totale due braccia conosciute riuscirono a prendermi prima che fosse troppo tardi.
Se ho detto che la sera era una catastrofe, non puoi immaginare la mattina seguente: macerie, vittime, dispersi e soprattutto dolore…
Durante la notte, in 57 secondi molte case del centro-ovest della regione furono inghiottite dalla terra, in 57 secondi migliaia di vite andarono perdute, ma quei secondi segneranno anche la rinascita di un popolo che di speranza non ne aveva più.
Alcuni giornali li chiamano i “57 secondi di terrore” e lo sono stati veramente, ma non finirono lì. I giorni seguenti gli adulti lavorarono giorno e notte per permettere a tutti di riavere almeno un tetto sulla testa, per procurare qualcosa da mangiare e badare ai più piccoli come me. Gli aiuti arrivarono da tutte le parti del mondo e in pochi giorni il paese si unì come non aveva mai fatto prima; nel dolore ognuno trovò supporto nell’altro, anche in chi non conosceva. Chi è nato dopo il 1976 non potrà mai capire cosa si è provato quella sera, quanto le persone abbiano odiato le ore 21:00 nei giorni seguenti, il terrore dipinto nei loro occhi quando, qualche mese dopo, si è sentita un’altra scossa, molto più debole, pensando che succedesse un’altra catastrofe.
In molti si sono dati da fare per aiutare la regione a rialzarsi, tanto da diventare un esempio di tenacia, resilienza e solidarietà per tutto il mondo.
Sono molti che la gente ormai ha dimenticato. Non io, però. Assieme a loro, io ti ricorderò sempre, qualunque cosa accada.
Quella notte perdendo te, ho perso anche una parte di me.
Mi manchi sempre, mamma, ogni giorno di più. ❤️
La tua piccolina.
Nelle edizioni de La Vita Cattolica dei giorni 7, 13 e 20 maggio 2026 è presente un coupon per la votazione delle opere del concorso “1976. Racconti per ricordare”. I coupon vanno inviati entro il 24 maggio (anche cumulativamente) all’indirizzo: UNPLI Friuli Venezia Giulia APS – Piazza Manin, 10 – 33033 Passariano, Codroipo (UD). È possibile cumulare diversi coupon in un’unica spedizione.













