Concorso 50° terremoto

35 – Ricordi che tremano ancora

Era il 1976.

Mia nonna Bruna Cattarin aveva 35 anni e si trovava a casa sua con la sua famiglia. All’improvviso un boato e tutto iniziò a tremare: era arrivato il terremoto! Suo marito, nonno Fulvio, e sua madre corsero in strada; zio Roberto era già in giardino sul dondolo e mio padre, che al tempo aveva 4 anni, dormiva nella sua camera e venne recuperato da suo nonno Mario. Nonna Bruna immobilizzata dalla paura non riusciva a muoversi. I piedi erano incollati a terra, ma tutto intorno oscillava; era la prima volta che avvertiva un terremoto e pensava fosse arrivata la fine del mondo. Poi, fattasi coraggio, scese le scale, ma ricorda perfettamente il senso di smarrimento e la perdita di orientamento nel trovare l’uscita. Il cielo era rosso fuoco e i fili dei pali della luce si sfioravano.

Fortunatamente la casa non ha subito danni ed è sempre stata agibile. La prima settimana erano ospiti da una famiglia di contadini e hanno dormito all’aperto in un carro con dentro della paglia coperti da un telone. Nonna Bruna ricorda che la notte i pensieri diventavano sempre più forti per la paura di una nuova scossa e non riusciva a dormire. Ben presto però, nonna riprese l’attività nella sartoria di famiglia, mentre nonno Fulvio aiutava le famiglie in difficoltà allestendo i dormitori e preparando pasti. Nonna Bruna mi ha fatto capire che la solidarietà unisce le persone e rende più forte una comunità.

 

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