Era il 1976, e io, Renzo Dreossi, avevo 31 anni. Ero in una casa in aperta campagna, assieme a mio figlio di 3 anni e alla mia sposa incinta, questa situazione era pericolosa per quello che stava per accadere. Una prima scossa ci fece immediatamente uscire all’aperto, si sentiva il richiamo dei fagiani e degli altri animali selvatici, in lontananza l’abbaiare dei cani. Poi è arrivata la grande scossa, il boato, il buio, traballava tutto, la paura era tanta, non finiva mai.
Nel buio non potevo vedere niente, ed ero preoccupato per quello che poteva essere accaduto a gli altri. Anche la gente nel paese era ancora inconsapevole di quello che era accaduto.
Poco prima di mezzanotte ,venimmo a conoscenza che a Majano, erano crollate delle abitazioni seppellendo gli abitanti. Le strutture vecchie e pericolanti erano cadute, togliendo vite. Un’immagine, mi si impresse nella mente,e ancora oggi me la ritrovo nei miei ricordi. Era il viso di un uomo, sulla sessantina, che girava attorno alle macerie di un condominio crollato seppellendo i suoi familiari, spostava una cosa, per poi rimetterla dov’era, non parlava, non si lamentava, non piangeva, cosa che facevano altre persone che come me spostavano manualmente le macerie, più volte mi passava davanti, mi guardava, senza vedermi.
Nei giorni successivi, dormii in macchina e poi in tenda, assieme al figlio Alberto e alla sposa Luisa di 26 anni. Il disagio di dormire poco e male, le continue scosse di assestamento, creavano un continuo stato di ansia. Venerdì 7 maggio in bici sono andato a Majano che dista 8 chilometri da Rive d’Arcano, già nel paese di Farla ho visto diverse case crollate, anche a Majano un condominio di 6 piani era crollato. Alcune persone con attrezzi manuali spostavano le macerie, mi sono unito a loro e ho lavorato fino a sera, infine sono tornato a casa. Il giorno dopo, sabato 8 maggio, ero di nuovo lì, a spostare macerie. Verso le 10 del mattino sono arrivate delle persone con cavi e sensori, hanno dato disposizione di non fare nessun rumore, poco dopo hanno dato il consenso all’uso delle pale meccaniche, ho continuato fino a sera, con gli operai che lavoravano.
Quando accade un disastro simile, il bisogno di partecipare in aiuto di chi è danneggiato, lo si sente dentro noi stessi, spontaneamente ci si mette a disposizione delle organizzazioni preposte, possibilmente equipaggiati al tipo di aiuto a cui si è chiamati a dare, evitando di creare danni.
El Friul al ringrazie
e nol dismentee
Nelle edizioni de La Vita Cattolica dei giorni 7, 13 e 20 maggio 2026 è presente un coupon per la votazione delle opere del concorso “1976. Racconti per ricordare”. I coupon vanno inviati entro il 24 maggio all’indirizzo: UNPLI Friuli Venezia Giulia APS – Piazza Manin, 10 – 33033 Passariano, Codroipo (UD). È possibile cumulare diversi coupon in un’unica spedizione.













