Concorso 50° terremoto

2 – 6 maggio 1976. L’esperienza di Alberto Tamburini

Un alpino racconta i suoi ricordi alle nuove generazioni

Cormons

Il signor Alberto Tamburini, un ventiquattrenne, alle 21:00 del 6 maggio 1976 si trovava a Cormons a casa di amici, quando successe la prima scossa di terremoto; ebbe molta paura e apprensione si facevano molte supposizioni sull’accaduto.

Non c’era Internet e le notizie arrivavano dai radioamatori, prima molto confuse poi purtroppo sempre più precise e tragiche.

Ci furono danni alla sua casa cinquecentesca: crepe sui muri. Si scoprirono anche delle crepe vecchie segno che l’abitazione aveva già vissuto momenti analoghi negli anni 60/70: mentre si guardava la televisione, il tintinnare dei vetri della libreria segnalava una piccola scossa.

Nella casa del signor Tamburini le informazioni continuavano ad arrivare e all’improvviso una notizia ribaltò tutti “Terremoto in Carnia”.

Appena la notizia venne saputa e ripetuta, il signor Tamburini pensò che lui piccolo, piccolo non era molto sicuro di cavarsela perché si sentì completamente impotente di fronte a questa forza mostruosa. Per lui l’unica speranza era che passasse.

Il suo ricordo fisso nella mente era la sera del 6 maggio quando regnava un silenzio spettrale e la corrente elettrica andava e veniva.

Un altro ricordo risale quando era a Tarcento ad aiutare un collega che aveva avuto danni seri alla casa e all’improvviso una voce diceva “un altro terremoto arriva”.

Nei giorni successivi lui ha lavorato normalmente pur con non poca apprensione. A Udine al secondo piano di un palazzo, il pavimento traballava parecchio; inoltre la scossa delle 11:00 gli ha spostato una macchina di calcolo su cui lavorava (la vecchia Divisumma che pesava almeno 15 Kg) di almeno 15-20 cm sotto il suo naso.

Il signor Tamburini ha partecipato agli aiuti dell’8 maggio 1976 fino a tutto settembre con ferie comprese con un gruppo di Alpini di Cormons. Il consiglio che dà a tutti i giovani e ragazzi è di partecipare alla prima fase degli aiuti con la Protezione Civile e mostrarsi disponibili al volontariato, aiutando le persone colpite con calore e vicinanza.

 

 

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