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“La faglia dentro” in Svizzera. A Lugano la presentazione del libro di Tomada

Arriva oltre confine il libro “La faglia dentro – Cosa resta del 6 maggio 1976”, a firma di Walter Tomada, edito da Biblioteca dell’Immagine in occasione del 50° anniversario del terremoto del Friuli. L’opera – che raccoglie testimonianze ed emozioni, esplorando la memoria collettiva e l’impatto indelebile del sisma sull’identità friulana, descritto come una cesura netta tra il prima e il dopo – sarà presentata sabato 16 maggio, alle 18, nella sede del Consolato Generale d’Italia a Lugano. Tra le pagine della pubblicazione l’autore ha voluto raccontare anche la straordinaria solidarietà che – subito dopo il 6 maggio 1976 – è partita dalla Svizzera in direzione Friuli. «Allora gli emigranti friulani avevano dato vita ad una raccolta di poesie, tradotta in tutte le lingue del Paese e intitolata “L’Orcolat” (è il termine che indica il “mostro” sotterraneo che secondo la leggenda friulana provoca i terremoti, ndr.), grazie alla quale è stata avviata, da parte del Fogolâr Furlan di Ginevra e di quello del Canton Ticino (“Tissin”), un’enorme raccolta di fondi e di beni», spiega Tomada. E aggiunge: «Ci sono delle foto bellissime sia delle cene sia dei convogli pieni di materiale di ogni genere, dal vestiario alle tende, che si organizzavano al tempo in Svizzera per aiutare le comunità friulane: un fiume di solidarietà che non si può affatto dimenticare».

Il libro sarà presentato a Lugano, al Consolato Generale d’Italia

E proprio per ricordare il tanto affetto ricevuto – che si è tradotto anche nella realizzazione di “Casa Ticino”, la scuola materna a Coia di Tarcento, dove tra l’altro anche i due figli di Tomada sono cresciuti – il giornalista e scrittore tarcentino sarà con il suo libro prima a Lugano e poi, il 4 giugno, al Fogolâr Furlan di Ginevra.

Alla presentazione al Consolato Generale d’Italia del 16 maggio, è prevista la partecipazione – insieme a Bernardino Regazzoni, già ambasciatore svizzero in Italia e in Cina – del giornalista Gino Driussi, udinese emigrato con la famiglia quando aveva appena 7 anni, che oggi vive a Lugano (dopo aver abitato per lungo tempo vicino a Losanna, nel Cantone di Vaud) e che non ha mai reciso il legame con l’amata terra d’origine. «Gino al tempo del terremoto è stato attivissimo nella realizzazione di quel “ponte” solidale tra i friulani di Svizzera e il Friuli, favorendo ora l’iniziativa della doppia presentazione del mio libro», aggiunge Tomada. «A livello di emozioni – ci tiene a evidenziare l’autore del libro – sarà un’occasione bellissima per “restituire” in parte ciò che abbiamo ricevuto, un segno di gratitudine che abbiamo bisogno di testimoniare per il sostengo e i tanti aiuti che ci sono stati dati».

L’atteso evento – che prevede anche il concerto dell’arpista friulana Emanuela Battigelli e che si concluderà con una cena a base di prodotti tipici friulani – è promosso in collaborazione con il Fogolâr Furlan dal Tissin e l’Unione Emigranti Sloveni del Fvg, con il sostegno della Zampa Foundation, realtà protagonista di svariati progetti di solidarietà grazie all’inesauribile entusiasmo del suo fondatore, Claudio Zampa, di origini friulane.

Monika Pascolo

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