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Il cardinale Camillo Ruini è tornato alla Casa del Padre. Fu presidente della CEI per 17 anni

Il cardinale Camillo Ruini è morto nella serata di martedì 16 giugno all’età di 95 anni. Il porporato è spirato a Roma, al policlinico “Gemelli”, dove si trovava ricoverato da alcune settimane. Originario di Sassuolo, negli ultimi mesi le condizioni di salute di Ruini si erano notevolmente aggravate, vista anche l’età avanzata, costringendolo a ricevere assistenza quotidiana. In precedenza, aveva riscontrato diversi altri problemi di salute, tra cui un infarto nel luglio 2024 e un blocco renale nel 2025.

L’annuncio della scomparsa di Ruini è stato diramato dal card. Baldassare Reina, vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, nonché successore di Ruini che, dal 1991 al 2008, aveva ricoperto proprio il ruolo attualmente svolto da Reina. Ruini, tuttavia, è ricordato soprattutto per i 17 anni di servizio come Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, guidata sempre dal 1991 al 2008. Entrambe queste cariche fecero di Ruini una figura particolarmente rilevante nel panorama ecclesiale e politico italiano.

Zuppi: «Ruini consapevole che la fede non è estranea alla storia»

«Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza Episcopale Italiana» ha affermato il cardinale Matteo Zuppi, attuale Presidente della CEI. Per l’arcivescovo di Bologna, Ruini «ha svolto il suo ministero con la consapevolezza che la fede non è mai estranea alla storia. L’annuncio cristiano, ha sempre sostenuto, deve incontrare le domande reali dell’uomo, della società e della cultura».

«In questo impegno – ha proseguito Zuppi – Ruini ha aiutato la Chiesa in Italia a pensare, discernere, parlare e camminare nel proprio tempo, custodendo il legame vivo con il Successore di Pietro e con la Chiesa universale. Il suo motto episcopale, “Veritas liberabit nos”, resta una consegna per tutti: cercare la verità che è Cristo, perché solo essa rende liberi e capaci di amare».

Il cardinale Camillo Ruini a Udine il 14 settembre 2013

Nel 2013 a Udine. Il richiamo a «una svolta culturale profonda»

Nella sua ultima apparizione a Udine, nel settembre 2013, il cardinale – già quiescente dai suoi incarichi alla CEI – aveva riflettuto sull’impossibilità della costituzione di un nuovo partito politico di stretta ispirazione cattolica. Tuttavia aveva ricordato come «la Chiesa ha il diritto dovere di dare il proprio giudizio morale quando sono scalfiti i diritti fondamentali di una persona e la salvezza delle anime».

Era solito, Ruini, affiancare alla salda professione della fede un altrettanto determinato richiamo all’impegno sociale e culturale del laicato cattolico. Nell’occasione udinese, infatti, il già Presidente dei Vescovi ricordò l’urgente necessità di «una svolta culturale profonda, capace di ripensare il significato stesso della vita, il senso e l’uso della nostra libertà». Nell’occasione, Ruini visitò anche la mostra d’arte di Illegio.

G.L.

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