«Nessuno che ha fatto servizio con gli Alpini ha mai detto che “non è bello perché si fatica”, “non è bello perché si suda”. Ma è bello, potremmo dire, proprio perché si fatica, proprio perché si suda». Si sudava eccome sabato 20 giugno in duomo a Gemona, quando mons. Riccardo Lamba ha pronunciato queste parole alla vigilia del raduno delle sezioni alpine del Nord-est italiano, convenute domenica 21 giugno nella cittadina pedemontana simbolo della rinascita e della ricostruzione del Friuli terremotato.
Si sudava per il caldo afoso di questi giorni, ma il sudore cui ha fatto riferimento l’Arcivescovo dinanzi a centinaia di penne nere è di ben altro tenore. «Non c’è vita senza fatica, senza sacrificio» ha affermato mons. Lamba ispirandosi al brano di Vangelo proclamato nella liturgia. «Chiunque volesse dire in giro che c’è una vita senza sacrificio sta facendo un gioco illusionista».

Nei momenti di fatica fisica o mentale, «chissà quante persone pregano per noi, anche se non ci pensiamo. Quante persone chiedono al Signore che siamo aiutati nei percorsi di vita. Chissà quante persone pregano per noi anche in questo momento». E rivolto agli alpini presenti, l’Arcivescovo ha riflettuto su «quante hanno pregato mentre voi eravate in servizio, le vostre mogli, i vostri figli, i vostri genitori, anche nei momenti di particolare fatica, quando avete aiutato qui per il terremoto. Quella comunione di amore dei fratelli, che è un dono di Dio, non ci verrà mai sottratto, proprio come la certezza che siamo amati da Dio».
Concludendo la sua omelia, come di consueto mons. Lamba ha augurato alle penne nere di essere «testimoni di gioia e di speranza». E a tutti i presenti ha rivolto l’augurio a essere «testimoni della certezza dell’amore di Dio e dell’amore dei fratelli, lì dove il Signore oggi vi sta chiamando».
G.L.














