48 centesimi/litro a luglio-agosto; 49 centesimi a settembre-ottobre; 50 centesimi a novembre-dicembre. Ecco il nuovo prezzo del latte fissato dall’accordo raggiunto al Ministero dell’Agricoltura il 24 giugno. L’intesa definisce il prezzo base per il latte del Nord Italia con sistemi differenziati e introduce un meccanismo di equa correlazione per il Grana Padano, che sarà applicato a fine anno. In base a quanto convenuto, verrà corrisposto il 100% del prezzo ai produttori che rispettano i quantitativi prodotti nel 2025, anno record per i volumi del settore. L’eventuale produzione eccedente rispetto a tale soglia sarà oggetto di trattativa diretta tra il singolo produttore e l’industria acquirente, configurandosi come contrattazione privata al di fuori dei parametri stabiliti dall’accordo.
Il Friuli-Venezia Giulia produce circa 243 mila tonnellate di latte vaccino all’anno, pari a circa l’1,9% della produzione nazionale. Dopo alcuni anni di oscillazioni, la produzione si mantiene sostanzialmente stabile.
Per la Coldiretti è «un passo importante» per dare stabilità agli allevamenti e limitare le speculazioni sul mercato. Secondo la Cia-Agricoltori Italiani l’intesa offre maggiore certezza agli allevatori, ma – sostiene l’organizzazione – bisogna mantenere alta l’attenzione sul tema delle eccedenze produttive. Positivo il giudizio di Confagricoltura, anche se, a parere dell’organizzazione, non siamo in presenza di una soluzione strutturale, perché molti costi di produzione restano superiori al prezzo concordato.

Pezzata rossa, tanti programmi di ricerca per il futuro
Anapri, l’Associazione Nazionale Allevatori Pezzata Rossa Italiana, ha festeggiato i 70 anni nell’assemblea svoltasi recentemente a Colle Umberto (Treviso). Il neopresidente Martin Deval ha detto che il bilancio 2025 lascia segnali positivi che fanno ben sperare per il futuro degli oltre 4 mila allevatori soci, per un totale di quasi 90 mila capi. Dalla relazione del direttore Daniele Vicario, neo-presidente della federazione europea degli allevatori di questa razza bovina, è emerso un aumento sensibile dei capi iscritti a Libro genealogico come pure dell’intera popolazione presente in Italia, segno di un continuo interesse verso questa razza e le sue qualità, in particolare nelle aree di montagna del Nord-est dove primeggia incontrastata.
Ma il dato che più interessa gli allevatori è quello sul latte: non solo si produce di più, ma soprattutto si produce meglio. Le percentuali di grasso e proteina sono in crescita, e oggi la qualità è la voce che più incide sulle scelte aziendali e sul reddito in stalla, aggiungendo poi salute e benessere animale al top come dimostrano i dati sulla longevità degli animali della razza, nettamente superiori alla restante popolazione bovina; senza dimenticare le sempre migliori performance carne dei vitelloni destinati all’ingrasso.
Marco Bassi, direttore del centro di produzione seme di Moruzzo ha sottolineato la validità del programma Impritaly finalizzato alla valorizzazione della genetica italiana attraverso la distribuzione dei tori selezionati da Anapri.
Tra i tanti temi affrontati, quello del ricambio generazionale in agricoltura è stato forse il più toccante, stimolato dall’intervento del presidente del Gruppo giovani Pri del Friuli-Venezia Giulia, Simone Listuzzi, allevatore friulano neanche ventenne: l’esperienza del gruppo ha riscosso successo anche tra i giovani allevatori di altre regioni, decisi a replicare il modello friulano nelle proprie realtà. È stato riferito che il progetto Greencow4Fvg (Regione Friuli-VG), nato a fine 2025 con l’Università di Udine, proseguirà nel 2026 e 2027 con lo scopo di misurare in stalla le emissioni individuali di metano enterico della Pezzata Rossa italiana. L’obiettivo finale è un modello di valutazione genomica per selezionare animali più efficienti, capaci di unire produttività e sostenibilità.
Il servizio completo, a firma di Francesco Dal Mas, è disponibile nell’edizione de La Vita Cattolica del 1° luglio 2026.















