Udine e dintorni

Presunta corruzione elettorale. De Toni sotto indagine

La vicenda della presunta corruzione elettorale torna a interessare l’amministrazione comunale di Udine, dopo l’archiviazione di una parte dell’indagine. Nel registro degli indagati risulterebbero iscritti il sindaco Alberto Felice De Toni, il consigliere di opposizione Stefano Salmè, esponente di Io amo Udine, e la compagna Daniela Perissutti, vicepresidente dell’ azienda partecipata di trasporto pubblico Arriva Udine. L’inchiesta nasce da un esposto presentato nel 2024 da dodici consiglieri di opposizione, Salmè escluso. La denuncia chiedeva di approfondire due episodi: l’accordo raggiunto prima del ballottaggio con Ivano Marchiol, poi nominato assessore dopo l’elezione di De Toni, e la nomina di Perissutti in Arriva Udine, che, secondo i firmatari, sarebbe stata collegata al sostegno elettorale di Salmè. Per entrambe le vicende, la Procura aveva chiesto l’archiviazione. Il capitolo relativo a Marchiol è già stato archiviato, mentre i firmatari dell’esposto, assistiti dall’avvocato Maurizio Miculan, hanno presentato opposizione in merito alla posizione di Salmè e Perissutti. De Toni, difeso dall’avvocato Luca Ponti, ha definito l’udienza “un atto dovuto”, spiegando che la richiesta di archiviazione era stata formulata dalla pm “in due momenti diversi”. “Quello di settembre si configura come un passaggio obbligato per la mera opposizione dei consiglieri di centrodestra”, ha detto. Il sindaco ha pure ribadito la “fiducia nell’operato della Procura e dei magistrati del Tribunale”, ricordando che nei mesi scorsi i pm non avevano ravvisato elementi per procedere.

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