La vendemmia in Friuli è partita in anticipo, almeno di una decina di giorni, per cui è già nel vivo. Diciamolo subito: non sarà come quella eccellente (almeno per tante uve) dell’anno scorso, ma non sarà nemmeno così negativa come si poteva temere nel pieno della grande siccità. C’è chi perderà tra il 15 ed il 20%, a causa dello stress idrico, ma anche chi si salverà grazie alle recenti precipitazioni e, prima ancora, alla possibilità di irrigare. Circa la qualità, il caldo e la scarsità di piogge hanno limitato parecchio peronospora e oidio, con uve generalmente molto sane. Il vero punto interrogativo saranno l’equilibrio tra zuccheri e acidità e come evolveranno le uve nei prossimi giorni.
Un articolo approfondito su questo tema si può leggere sulla Vita Cattolica del 27 agosto 2026. Nell’approfondimento si descrivono anche le proposte di vendemmia turistica didattica, iniziativa che sarà proposta in aziende del Friuli-Venezia Giulia.















