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Inaugurata la Casa della comunità di Tolmezzo, «già pienamente operativa»

«Stiamo dando concreta attuazione alla sanità territoriale, un tema di cui in questo Paese si è parlato per molti anni: la stiamo realizzando, affrontando le nostre peculiarità e le inevitabili difficoltà perché niente è perfetto. Tuttavia, chi oggi entra in queste strutture, al di là delle dinamiche che animano il dibattito politico, trova una risposta. E’ un risultato sotto gli occhi di tutti: la Casa di Comunità di Tolmezzo è pienamente operativa». Così l’assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, ha inaugurato ufficialmente la nuova Casa della Comunità di Tolmezzo.

L’esponente della Giunta ha voluto fare chiarezza sul ruolo dei medici di famiglia. “Mi auguro che la medicina generale si voglia impadronire delle Case di comunità”, definendo la loro presenza all’interno della struttura un tassello fondamentale e insostituibile per garantire cure adeguate sul territorio. “Credo che i medici di medicina generale all’interno di questa struttura siano di fondamentale importanza; in ogni caso, voglio ribadire che questo polo sanitario è già pienamente operativo e siamo riusciti a farlo funzionare al di là della loro effettiva presenza, che continuo comunque a considerare un elemento essenziale”.

Polemiche sul deficit di pianificazione

Di fronte alle polemiche sul presunto deficit di pianificazione, Riccardi ha risposto ricostruendo una precisa cronologia normativa. “Il Friuli Venezia Giulia è stata la prima regione a legiferare sul coinvolgimento della medicina generale con l’accordo del 2025 che ha visto concordi le sigle sindacali. Lo Stato il 26 giugno di quest’anno ha novellato l’accordo nazionale (Acn) introducendo l’obbligatorietà della presenza dei medici di famiglia nelle Case di Comunità per un massimo di 6 ore a settimana dal lunedì al venerdì, senza tuttavia perfezionare le condizioni per la partecipazione dei massimalisti, ovvero coloro che assistono almeno 1.500 pazienti. Il successivo 31 luglio la Sisac (Struttura interregionale sanitari convenzionati) ha finalmente definito le regole e le condizioni anche per questa categoria. Mi auguro che nel comitato regionale del primo settembre si possano superare le perplessità che ancora riscontro: se si tratta di riserve motivate, una soluzione si troverà sicuramente” ha commentato Riccardi.

La benedizione di mons. Zanello

La cerimonia di inaugurazione ha visto la benedizione dei locali di via Carnia Libera 1944, di proprietà di ASUFC (Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale), da parte dell’arciprete di Tolmezzo, Angelo Zanello. All’evento sono intervenuti il direttore generale di ASUFC, Denis Caporale, il direttore del distretto sanitario della Carnia, Gianni Borghi, e il sindaco di Tolmezzo, Roberto Vicentini.

Bacino di 35 mila residenti

L’attivazione della Casa della Comunità di Tolmezzo rappresenta un riassetto organizzativo di vitale importanza per un territorio montano che comprende 28 Comuni e serve un bacino di oltre 35.000 residenti.

L’assistenza sul territorio viene garantita grazie al lavoro di 20 medici di medicina generale e 4 pediatri di libera scelta. La dotazione di personale della Casa di Comunità è attualmente di 5 medici – due le specialità presenti, ovvero Neurologia e Ginecologia, che hanno obbligo di visita domiciliare -, tra cui i tre medici che assicurano l’operatività degli ambulatori di Vallata. Due liberi professionisti intervengono assieme ai medici dipendenti a supporto degli oltre 5.000 cittadini temporaneamente privi di un medico di famiglia. La dotazione organica si completa con 12 infermieri, 5 operatori socio-sanitari, 9 fisioterapisti e una decina di amministrativi.

La struttura sorge in una posizione strategica a due passi dall’ospedale cittadino e dall’autostazione, si sviluppa su una superficie di circa 800 metri quadrati su due piani dell’edificio e ha richiesto un investimento complessivo di un milione e mezzo di euro. Al primo piano si trovano gli sportelli dell’anagrafe sanitaria. Il terzo piano ospita l’area amministrativa e l’area clinico-assistenziale, dove operano il Punto Unico di Accesso (PUA) — per l’integrazione multiprofessionale tra servizi clinici e sociali —, il servizio di continuità assistenziale h24, il punto prelievi, gli ambulatori infermieristici e specialistici, una palestra riabilitativa e nove ambulatori dedicati alle cure primarie e all’attività dei medici di medicina generale e dei pediatri. L’offerta territoriale si completa con il collegamento funzionale della struttura hub di Tolmezzo con i Punti Salute di Ampezzo, Ovaro, Paluzza.

Indispensabile rete di trasporti

Nel corso del suo intervento Riccardi ha infine posto l’accento sulla necessità di affiancare all’assistenza una solida rete di comunicazione e di trasporti. “Nelle aree montane e marginali, è indispensabile un’alleanza strutturata con i Comuni e il Terzo Settore per assicurare trasporti agevoli e risposte serene ai cittadini più fragili e isolati” ha evidenziato, assicurando che Asufc è al lavoro per il potenziamento strutturale di questo aspetto.

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