Magnifica humanitas

Tecnologia per un’umanità magnifica e sostenibile

Tecnologia, per costruire

«La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme. Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto».

Così si apre l’Enciclica Magnifica Humanitas di papa Leone (MH), prospettando quel vasto orizzonte che poi viene dinamicamente articolato nel prosieguo del testo. Strumento concettuale di riferimento è la Dottrina Sociale della Chiesa – non «un insieme statico di concetti, ma un corpus vivo di verità, che custodisce e interpreta la vocazione dell’umanità a una vita piena e giusta» (n. 3). Cruciale in tal senso la considerazione della tecnologia: in una creazione che porta «impressa una bontà originaria che lo sguardo umano deve custodire, coltivare e far maturare» (n. 20), essa si presenta come realtà ricca di potenzialità, ma anche di ambivalenze. «Può curare, connettere, educare, custodire la Casa comune; ma può anche dividere, scartare, generare nuove ingiustizie» (n. 9): per usarla in modo eticamente e socialmente costruttivo occorre «una corresponsabilità coraggiosa», che interessi «scienziati e ricercatori, imprenditori e lavoratori, educatori e legislatori, società civile, movimenti popolari e comunità di fede» (n. 13).

Sostenibilità ed IA

È noto che l’asse principale della riflessione dell’Enciclica è l’Intelligenza artificiale, nella varietà delle sue implicazioni culturali e sociali ed in ordine alla pace. Tra le diverse dimensioni esaminate compare quindi anche quella crisi ambientale cui papa Francesco dedicava la Laudato Si’. Essa evidenzia come non si tratti di «una questione settoriale», ma de «l’aspetto ecologico della crisi socio-economica contemporanea»; per questo l’ecologia integrale «tiene insieme la cura della Casa comune e l’opzione preferenziale per i poveri» (n. 43). Magnifica Humanitas richiama pure il Magistero di Benedetto XVI sul «legame tra sviluppo, giustizia e responsabilità verso le generazioni future (…) lo sviluppo autentico chiede una solidarietà intergenerazionale e un’attenzione ai vincoli che ci uniscono all’ambiente naturale» (n. 76). Perché esso è «davvero integrale quando non si riduce all’ambito economico, ma promuove la qualità della vita nelle sue dimensioni spirituali, culturali, morali e relazionali, nel rispetto della Casa comune, della diversità dei popoli e dei loro modi di vivere» (n. 83).

Ecco, allora che anche dinanzi all’IA – e più in generale alla diffusione delle tecnologie informatiche – appare in tutta la sua rilevanza l’istanza di sostenibilità ambientale. Certo, in molti ambiti essa può avere un impatto positivo per una gestione ecologica di sistemi complessi, così come per l’efficienza – energetica e di materiali – di numerosi processi. La stessa MH, però, nota che essa non è indolore: «Gli attuali sistemi di IA richiedono grandi quantità di energia e acqua, incidono in modo significativo sulle emissioni di anidride carbonica e consumano risorse in maniera intensiva. Con l’aumento di complessità, soprattutto nei grandi modelli linguistici, crescono anche i bisogni di potenza di calcolo e capacità di archiviazione, che si appoggiano su un insieme di macchine, cavi, centri dati e infrastrutture energivore» (n. 101).

Troppo lucido Papa Leone per contrapporre lo sviluppo delle tecnologie informatiche alla sostenibilità. Quello che egli segnala è un’esigenza di attenzione all’ambiente – locale e globale – anche in tale ambito: occorrono «soluzioni tecnologiche più sostenibili per ridurre l’impatto sull’ambiente e custodire la nostra Casa comune» (ivi).

Simone Morandini
Istituto di Studi Ecumenici “San Bernardino” di Venezia, Direttore di “Credere oggi”

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