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Sammardenchia e Nimis. I valori del Friuli nel 50° anniversario del terremoto con un concerto-spettacolo

Dall’intreccio tra poesia, canto, musica e parola recitata ha preso vita un originale percorso artistico che propone – in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 – un racconto identitario del Friuli-Venezia Giulia, delle sue radici linguistiche, della memoria collettiva e della capacità di rinascita che ne caratterizza la storia.

Così è nato il concerto-spettacolo “A cinquant’anni dal terremoto” che, con la direzione artistica del maestro Aldo Micco, vede insieme il “Coro des Vilis” di Sammardenchia e il “Coro Musicanova” di Magnano in Riviera, con all’organo il maestro Andrea Rodeano, al pianoforte la maestra Anna Kasparova, Fabrizio Zanfagnini voce recitante e Michele Revelant narratore.

L’iniziativa – già proposta in anteprima qualche settimana fa a Magnano in Riviera, ospitata nella chiesa parrocchiale “regalando” grandi emozioni al folto pubblico – è in programma sabato 7 novembre, alle 20, nella chiesa di Sammardenchia, per essere poi riproposta anche a Nimis, in Duomo, sabato 21 novembre, con inizio alle 20.30.

Il programma – spiegano i promotori – messo a punto dopo «un’attenta attività di ricerca e selezione di opere musicali e letterarie appartenenti alla tradizione friulana e contemporanea, accosta composizioni di autori significativi della cultura friulana a testi poetici e testimonianze che evocano il legame profondo tra territorio, comunità e patrimonio immateriale».
È proposto, dunque, un viaggio nella memoria del Friuli. «Dalle tradizioni popolari alla vita quotidiana delle comunità locali, dalle esperienze dell’emigrazione fino alla tragica esperienza del terremoto del 1976, evento che ha profondamente segnato la storia friulana e che rappresenta ancora oggi un simbolo di solidarietà, coesione sociale e ricostruzione».

Valori profondi che vengono messi in luce dalla proposta che ha il pregio di ben amalgamare patrimonio musicale e letterario regionale. Il progetto, dunque, recupera e valorizza la memoria culturale del territorio, partendo da Erasmo di Valvasone fino ai contemporanei Pierluigi Cappello e Marco Maiero, passando per figure centrali come Arturo Zardini, David Maria Turoldo, Leonardo Zanier, Cleto Del Fabbro e Gianfranco Ellero.

«Lo spettacolo mira a coinvolgere pubblici diversi, favorendo la trasmissione alle nuove generazioni di un patrimonio di straordinario valore storico, linguistico e umano. In questa prospettiva – sottolineano gli ideatori –, l’anniversario del terremoto diventa occasione per riflettere sull’identità friulana e per riaffermare il ruolo della cultura quale strumento di conservazione della memoria e di costruzione del futuro».

Monika Pascolo

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