Riscoprire la bellezza della santità, pregare per i propri cari defunti e lasciarsi interrogare dalla testimonianza di chi ha vissuto il Vangelo fino al dono della propria vita. È questo lo spirito della tradizionale veglia di Ognissanti che, da oltre vent’anni, riunisce nella serata del 31 ottobre gli amici del Gruppo mariano della Carnia, ispirato alla spiritualità di Medjugorje, nella chiesa di Imponzo. L’appuntamento è fissato per le ore 21.30. La veglia, animata dal gruppo mariano, culminerà alle 23 con la celebrazione della Santa Messa nella solennità di Tutti i Santi, presieduta da mons. Giordano Cracina, parroco di Imponzo.
L’iniziativa nacque nei primi anni Duemila con il desiderio di restituire alla vigilia di Ognissanti il suo autentico significato cristiano, proponendo un momento di preghiera e raccoglimento. La veglia vuole distinguersi nettamente dalle manifestazioni di Halloween, festa di origine e tradizioni differenti, oggi spesso caratterizzata da aspetti commerciali e da richiami macabri. La comunità di Imponzo sceglie così di vivere la sera del 31 ottobre nella preghiera, preparando la solennità di Tutti i Santi e riscoprendo, alla luce della fede, il legame con la Commemorazione di tutti i fedeli defunti del 2 novembre. Sono giorni che invitano a ricordare i propri cari e a rinnovare la speranza cristiana nella risurrezione.

La scelta della chiesa di Imponzo non è casuale. Sotto l’altare maggiore riposano le spoglie di don Giuseppe Treppo, vicario parrocchiale ucciso il 9 ottobre 1944, durante la ritirata di reparti cosacchi e tedeschi. In quei giorni drammatici della Seconda guerra mondiale, il sacerdote cercò di proteggere le donne e le persone più indifese dalle violenze. Nel 2005 gli fu conferita, alla memoria, la Medaglia d’oro al merito civile, per il suo coraggio e sacrificio.
Come ricorda mons. Cracina, don Treppo celebrò quella mattina la sua ultima Messa per la comunità, prima di essere aggredito e ucciso. La sua vicenda si inserisce nella memoria dolorosa di quei giorni, segnati anche dalla morte di altri sacerdoti, tra cui don Pietro Cortiula, a Ovaro, e mons. Lucardi, parroco di Venzone.
Con questo spirito, la comunità parrocchiale invita tutti a partecipare alla veglia e a vivere la come giorni di grazia, nella preghiera, nella memoria dei propri cari e nella riconoscenza verso quanti, con la loro vita e il loro sacrificio, hanno reso testimonianza all’amore di Dio.
Bruno Temil













