Con l’abbassamento delle temperature, aumenta a Udine il numero di persone che cercano riparo dal freddo in rifugi di fortuna. Nei giorni scorsi è stata sgomberata l’area dell’ex Frigo di via Sabbadini, dismessa da tempo e “abitata” da chi vive in strada. Segnalazioni di presenze arrivano però anche dall’ex Cartiera Romanello, a Basaldella, e dall’ex Safau, non lontano dalla stazione ferroviaria. Gli operatori dell’unità di strada della Caritas segnalano inoltre numerosi luoghi della città periferici e nascosti agli occhi dei più dove vivono persone ai margini. Così, dalla recente notizia dei due giovani morti nel rogo a Porto Vecchio a Trieste nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre, il pensiero torna alle vittime di un dramma simile verificatosi lo scorso inverno in via Bariglaria, alle porte di Udine.

Chi sono queste persone che vivono ai margini? «Una parte significativa delle persone che si rivolgono ai dormitori ha alle spalle un percorso migratorio – spiega Fabris –. C’è chi arriva direttamente dalla Rotta balcanica e chi ha fatto un ingresso in Europa tempo fa, magari tentando percorsi in altri stati e oggi si trova fermo a Udine per questioni legate ai documenti o ad alcune procedure in attesa di riprendere ulteriormente i loro percorsi migratori. C’è poi un’altra quota significativa di persone che sono in città da diverso tempo: migranti che si sono regolarizzati, ma che non hanno una soluzione abitativa dignitosa, o anche persone italiane che non hanno residenza».
Accanto al Fogolâr – che può accogliere 23 persone (20 uomini e 3 donne) – negli ultimi tre anni è stato attivato un altro dormitorio, gestito dalla Croce Rossa e situato in via Pastrengo. La struttura, nata grazie all’interlocuzione con il servizio sociale del Comune di Udine e alla collaborazione con altri enti del terzo settore, mette a disposizione durante l’inverno ulteriori 30 posti (20 ordinari e 10 destinati all’emergenza freddo). A questi si aggiungono altre forme di accoglienza temporanea e di emergenza, attivate dalla Caritas e da altri enti, che coinvolgono almeno un altro centinaio di persone. Attualmente, tutti i posti disponibili sono occupati.
Marta Rizzi e Valentina Zanella















