A settembre del 1976, con il gruppo Scout Agesci di Perugia, nonostante i suoi 16 anni era già in Friuli: prima con punto base a Resiutta, ad operare in un magazzino, poi sul territorio a portare aiuti con altri “colleghi”. Da Ovedasso, in comune di Moggio Udinese, a Oseacco di Resia fino a Borgo Coritis. «In questa località che era isolata, raggiunta con la cartina topografica, abbiamo consegnato del pane alla gente rimasta».
GianVittorio Pula lavora all’Ufficio di esecuzione penale e fa ancora parte, con orgoglio, del mondo degli scout. Dopo una prima esperienza tra i terremotati è tornato più volte in Friuli, a Peonis, località gemellata con la Diocesi di Perugia.

«Anche lì abbiamo sempre operato secondo la nostra impostazione, al servizio del prossimo, a fianco delle comunità. Da allora, un pezzo del mio cuore è sempre rimasto in terra friulana dove tornerò anche in occasione del 50° anniversario del sisma», assicura. «Non potrò mai dimenticare gli abbracci delle persone che prima di tornare a casa passavamo a salutare nelle tende o nelle baracche». Momenti di grande fraternità. E aggiunge: «Seppur giovanissimo ho vissuto un’esperienza di servizio indimenticabile. Il Friuli è stato il “mio” primo terremoto. Negli anni successivi, da volontario, sono stato presente in tutte le situazioni di emergenza italiane».
Monika Pascolo














