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Esame di maturità, l’Arcivescovo: «È un passo del cammino». E sugli errori: «Non sono ostacoli»

«La vita non dipende sempre e tutta dall’esame di maturità. Serve la consapevolezza della circostanza: è la verifica di un cammino che è stato fatto e pone le premesse del percorso successivo». È con una parola di serenità che l’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, si rivolge a studenti e studentesse che giovedì 18 giugno inizieranno l’esame di maturità. Saranno oltre 4.000 soltanto nella provincia di Udine. L’Arcivescovo ha rivolto loro un pensiero di incoraggiamento tramite l’emittente diocesana Radio Spazio.

«Questo esame è come lo scalino di una gradinata da percorrere un passo dopo l’altro. Ciò che è importante – ha proseguito Lamba – è comprendere il senso di questo passaggio chiedendosi: “Qual è il mio obiettivo? Perché ho uno scopo? A cosa sono chiamato?”. Avere questo orizzonte grande ci permette di affrontare tutto con la sapienza che viene dall’alto».

In un tempo in cui spesso si enfatizza l’errore, lo sbaglio, ciò che non è andato bene, l’Arcivescovo rivolge una parola anche a coloro il cui percorso scolastico ha avuto intoppi, bocciature, rimandi. «Gli errori – ha ricordato – sono parte integrante della vita». Citando la nuovissima enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, mons. Lamba ha posto l’accento proprio sul significato del limite. «L’errore e il limite, talvolta, sono sgradevoli e umilianti, ma non sono ostacoli insormontabili né definitivi. Servono a farci imparare e a inserirci in un orizzonte più ampio. Siamo chiamati all’amore, a vivere nell’amore, a donare la vita per amore: tutto ciò che viviamo, anche gli errori, sono tappe di questo cammino».

G.L., M.R.

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