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Il vasto cimitero dei grandi friulani

In questi giorni di visite ai cimiteri e di ricordanze, suscitate da parenti e amici trapassati che ci guardano, senza più vederci, dagli ovali di porcellana, abbiamo pensato anche ai “grandi uomini di un piccolo popolo”, titolo di un affascinante libro di Giuseppe Bergamini e Ottorino Burelli: dove sono sepolti?
Non si tratta di una mera curiosità se, come scrisse Ugo Foscolo, “A egregie cose il forte animo accendono / L’urne de’ forti, (…); e bella / E santa fanno al peregrin la terra / Che le ricetta”.
I grandi friulani, come ha dimostrato Giuseppe Marchetti – uno dei grandi – in “Il Friuli. Uomini e tempi” – non sono pochi, ma sono spesso dimenticati nella Piccola Patria!
Ricordando le loro tombe riappaiono anche le ragioni della loro fama, ma non sempre i biografi indicano i luoghi di sepoltura, e in qualche caso non possono indicarla: si ricordi Ippolito Nievo, ad esempio, scomparso nel Mare Tirreno poco dopo l’esito positivo della Spedizione dei Mille.
Ma quando conosciamo i luoghi del loro sonno, anche il nostro animo si accende per l’ammirazione.
Non abbiamo qui la pretesa di esaurire l’argomento: ci proponiamo soltanto di stimolare il forte animo dei nostri lettori indicando alcune tombe vicine e lontane, e di invitarli a visitarle, almeno mentalmente.
Fra le vicine, la prima che ci viene in mente è la tomba di Pier Paolo Pasolini nel cimitero di Casarsa, dove il più grande poeta friulano e in friulano di ogni tempo, riposa accanto alla madre e nei pressi delle tombe del padre e del fratello Guido, trucidato a Porzùs.
Anche Basilio Brollo, grande sinologo e creatore del vocabolario cinese-latino, dorme vicino a noi, a Udine, in un sarcofago della chiesa del Carmine. E Raimondo D’Aronco, il grande architetto Liberty, sta vicino a noi, nel cimitero monumentale di San Vito, a Udine.
Naturalmente ce ne sono molti altri in fondo a viale Firenze, e in provincia: Primo Carnera, campione mondiale dei pesi massimi, ad esempio, è sepolto nel cimitero di Sequals.
Fra le lontane merita particolare attenzione e memoria, per il luogo, quella di Giovanni da Udine, il pittore allievo di Raffaello che riposa, secondo Vasari, nel Pantheon di Roma, ma finora non è stato possibile verificare l’attendibilità dell’affermazione.
Anche il luogo di sepoltura di Gian Domenico Facchina, il mosaicista decoratore della Basilica di Lourdes e dell’Opera di Parigi, è importante: il Père Lachaise della Capitale francese, cimitero dei “vip”.
Pietro Savorgnan di Brazzà, grande esploratore e liberatore di schiavi in Africa, è stato accolto in un mausoleo costruito ad hoc nella città di Brazzaville, l’unica al mondo a portare nel nome un toponimo friulano.
Luigi Faidutti, grande cooperativista nel Friuli orientale o goriziano, deputato nel Parlamento di Vienna e capitano della Contea di Gorizia e Gradisca, diplomatico del Vaticano (concluse il trattato fra la Santa Sede e la Lituania) giace nella cripta della chiesa principale di Kaunas.
Tina Modotti, attrice, fotografa, rivoluzionaria, la più famosa friulana di ogni tempo, sta nel Pantheon de los Dolores a Città del Messico, un immenso cimitero. Per chi volesse visitarne la tomba, restaurata vent’anni fa dalla Regione Friuli Venezia Giulia, queste sono le coordinate: classe 5, lotto 5, linea 28, tomba 26.
Come si vede è molto vasto il cimitero dei grandi friulani, popolato anche da tombe di tanti emigranti, dall’Argentina al Canada, dalla Russia all’Australia.
Anche le loro tombe, sia pure in tono minore, custodiscono memorie di onesto lavoro e talvolta duro sacrificio.
A tutti un “requiem”.

Gianfranco Ellero

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