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L’Arcivescovo: «A breve un organismo pastorale per la carità»

«Ecco il nostro programma pastorale: collaborare sempre di più, insieme, nel testimoniare la carità e nel crescere nella consapevolezza del proprio mandato battesimale di annunciare il Vangelo». È stata proprio “carità” la parola al centro dell’omelia che mons. Riccardo Lamba ha pronunciato nella celebrazione dei Primi Vespri dei Patroni Ermacora e Fortunato, la sera di sabato 11 luglio in Cattedrale a Udine. Una parola scandita ben tredici volte. Una parola che, in fondo, non è “una parola e basta”, ma è ciò che caratterizza l’agire cristiano. La sua essenza, il suo Dna.

Ma andiamo in ordine. È partito da lontano, mons. Lamba, nella sua omelia. È partito da Roma, «come, secondo la tradizione, partì San Marco inviato da Pietro ad evangelizzare Aquileia. Il legame tra Roma e Aquileia, quindi tra la Chiesa di Roma “che presiede la carità” e la Chiesa di Udine è, dunque, proprio la carità».

La processione di ingresso con le croci astili

L’annuncio: un organismo di pastorale della carità

Nelle sue parole, mons. Lamba ha ricordato come proprio la carità abbia sospinto la ricostruzione dopo il terremoto del 1976. «Esattamente cinquant’anni fa, il 12 luglio, fu fondata la Caritas della nostra Arcidiocesi, voluta da mons. Alfredo Battisti come segno dello Spirito Santo all’indomani del sisma», ha ricordato l’Arcivescovo. «Quella drammatica esperienza permise una mobilitazione di decine di migliaia di persone provenienti da tutta Italia: con la passione, la dedizione, le competenze di tanti, la Caritas diocesana si è sempre più strutturata fino ai nostri giorni: da qualche mese, infatti, è attiva una fondazione, la Fondazione Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine ETS. È il “braccio operativo” della carità della nostra Chiesa».

La carità, tuttavia, «non può essere demandata a un organismo centrale, ma tutte le nostre comunità – nelle loro diverse espressioni – sono chiamate a testimoniare la carità». Per questo, mons. Lamba ha annunciato la nascita in seno all’Arcidiocesi udinese di «un organismo pastorale che raccolga l’eredità del Centro Caritas proseguendo l’animazione pastorale della carità in tutte le comunità della nostra Arcidiocesi».

L’Arcivescovo mons. Riccardo Lamba durante l’omelia

«Dio si trova nel limite umano»

Quelle dell’Arcivescovo non sono espressioni di una catechesi, ma calzano perfettamente con quanto è richiesto ai cristiani in questo determinato periodo storico. Lo ricorda, mons. Lamba, citando Papa Leone XIV e la sua nuova enciclica Magnifica Humanitas. «Il Papa – ricorda il presule – mette in luce un aspetto importante: mentre nelle teorie del post-umanesimo e del trans-umanesimo viene negata l’esperienza della fragilità umana, nell’esperienza cristiana il limite umano è il luogo della rivelazione dell’amore di Dio. È tramite il limite e non malgrado il limite che si può sperimentare l’amore di Gesù, che ci raggiunge tramite i nostri fratelli e sorelle. Come San Francesco d’Assisi, è tramite il limite e non malgrado il limite che siamo chiamati a essere strumento del Suo amore. Di questo sono stati testimoni Ermacora e Fortunato. Di questo siamo testimoni anche noi».

Nelle sue parole mons. Riccardo Lamba ha citato San Luigi Scrosoppi

«Ricostruiamo insieme la città»

Infine, l’appello a “rimboccarsi le maniche”. Ma rimboccarsele insieme, secondo una delle linee pastorali più forti che l’Arcivescovo ha introdotto fin dal suo arrivo a Udine, nel maggio 2024: insieme, appunto. Nelle parole di Lamba risuonano quelle di Papa Leone XIV, ma anche l’enfasi con cui 50 anni fa la popolazione friulana si è rialzata dopo i drammatici tremori del sisma. «Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte – ha concluso Lamba -, come i membri del popolo di Israele che, di ritorno dall’esilio a Babilonia, sono stati chiamati a ricostruire Gerusalemme. Proprio come molti tra noi hanno contribuito a ricostruire il Friuli terremotato, nei borghi e nelle comunità stesse. È questo il nostro programma pastorale».

G.L.

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