Bassa Friulana

Latisanotta. Chiesa, un secolo di storia tra alluvioni e guerre

Nel centenario della posa della prima pietra per la ricostruzione della chiesa di Santa Maria Maddalena di Latisanotta, la Parrocchia e il Comune di Latisana, organizzano la presentazione della pubblicazione dedicata alla storia della chiesa, a cura di Enrico Fantin, edita dall’Associazione culturale ”la bassa”, con il patrocinio del Comune e della Parrocchia. Relatore dell’incontro, in programma venerdì 22 maggio, alle 20.30, proprio nella chiesa di Latisanotta (in via della Libertà), sarà l’autore Fantin (che è anche presidente onorario de “la bassa”) che porrà l’attenzione sulle vicende che nel tempo hanno caratterizzato l’edificio, intrecciandosi in maniera indissolubile con quelle della comunità, fortemente provata negli anni da alluvioni e guerre.

La pubblicazione si apre illustrando quella che potrebbe essere la prima citazione di Latisanotta, apparsa in un documento del 1261, laddove è menzionato il “Castrum Latisanota”. Non è certa la data di costruzione del primo “tempio” (dove la comunità si ritrtovava in preghiera), riporta Fantin, ma dalle ricerche storiche si evince che accanto al fiume Tagliamento venne edificato un oratorio che probabilmente fu abbattuto nel 1597 a causa di un’alluvione. Una convivenza, quella con il fiume, che ha destato sempre grande preoccupazione tra gli abitanti, come è testimoniato in numerose note storiche che spesso danno conto della preoccupazione causata dalle acque del Tagliamento. Al proposito, l’autore riporta che «nel 1703, ”per timore del Tagliamento, vien demolita la chiesa di Latisanotta, che era a destra, per rifarla a sinistra, più lontana dal fiume” che regolarmente, anche in quell’anno, aveva allagato il paese». Poi, nel 1770 la chiesa venne ricostruita per la terza volta, nello stesso sito, evidenzia Fantin.

La copertina della pubblicazione dedicata alla storia della chiesa di Latisanotta

Nel 1828 c’è stata la consacrazione, da parte dell’allora vescovo di Udine, Emanuele Lodi, della chiesa di Santa Maria Maddalena, tempio ricostruito grazie alle offerte dei fedeli. L’edificio, durante la guerra del 1915-18, patì numerosi danni tanto da essere demolito nel 1926. Al proposito nel libro storico della Parrocchia sono riportate queste parole: “…Così scompariva la chiesa… con ricche memorie di fede e pietà del popolo che racchiudeva fra le sue mura l’amore e il sacrificio di tutti…”.

Ma nello stesso anno, il 18 luglio, l’arcivescovo di Udine, mons. Antonio Anastasio Rossi, giunse a Latisanotta per una giornata di festa indimenticabile per la comunità. Ci fu, infatti, la posa della prima pietra e la benedizione delle tre nuove campane che ritornarono a suonare dall’alto del campanile restaurato. Dell’evento parlò anche il setimanale “la Vita Cattolica”, nel numero del 25 luglio: “Domenica Latisanotta era tutta in festa: bandiere tricolori sulle case, archi di trionfo, fiori a tutte le finestre e sulla via principale…”.

La moderna chiesa appena un anno dopo, il 29 maggio, fu solennemente aperta al culto. E ora ci si appresta a ricordare il secolo di vita dell’attuale edificio con una pubblicazione che non solo riporta note storiche, ma – come tiene a precisare l’autore – evidenzia pure «la forza di volontà dei villici di Latisanotta che hanno saputo credere senza abbattersi e far risorgere per ben quattro volte il tempio».

La presentazione del libro dedicato alla chiesa di Santa Maria Maddalena rientra negli eventi della “Setemane de culture furlane”, a cura della Societât Filologjiche Furlane. Gli intermezzi musicali sono a cura del locale coro “Virgo Melodiosa”, diretto dal maestro Maurizio Casasola.

Monika Pascolo

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