Due lembi dell’antica foresta planiziale della Bassa friulana uniti da un corridoio ecologico. Si tratta del nuovo collegamento naturale tra il bosco Coda Manin e il bosco Baredi, a Muzzana del Turgnano, inaugurato mercoledì 2 settembre. Un progetto speciale che ha consentito di mettere a dimora circa 4 mila piante autoctone, provenienti dal vivaio forestale regionale che ha sede a Tarcento.
Il corridoio – realizzato nell’ambito del progetto “Lavori di miglioramento paesaggistico ed ecologico della zona dei boschi e degli usi civici di Muzzana” per consentire alla fauna di spostarsi in sicurezza da un’area boschiva all’altra e favorire così la tutela e lo sviluppo della biodiversità – si è arricchito anche di nuovi sentieri e un’area umida, destinata a offrire rifugio e condizioni favorevoli alla riproduzione di numerose specie animali e vegetali, presenti nella zona. Tra queste il toporagno e prodotti caratteristici come il tartufo.
L’operazione è stata sostenuta da un finanziamento regionale di 250 mila euro, mentre le aree interessate sono state acquisite grazie a risorse del bilancio comunale.

«Quest’area rappresenta un primo importante intervento che anticipa l’impostazione del nuovo Piano di governo del territorio – sono le parole dell’assessora regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, intervenuta all’inaugurazione –. I corridoi ecologici saranno sviluppati come vere e proprie infrastrutture verdi e blu di area vasta, capaci di creare continuità tra le aree naturali e di rafforzare gli effetti degli interventi sul fronte della biodiversità e dell’adattamento ai cambiamenti climatici».
L’intento della Regione, ha aggiunto Amirante, «è passare dalla presenza di singole aree naturali alla costruzione di una rete organizzata e pianificata. In questi anni diversi interventi hanno portato alla creazione di piccole isole verdi; la loro connessione può moltiplicarne gli effetti, aumentando le superfici naturali e contribuendo all’abbattimento delle polveri sottili, alla riduzione delle emissioni climalteranti e all’adattamento climatico».
Grande la soddisfazione espressa sia dalla sindaca di Muzzana, Genziana Buffon, sia dall’assessore all’Ambiente, usi civici e tutela del bosco, Davide Pavanello, per la sperimentazione concretizzata sul territorio comunale, caratterizzato dalla presenza di aree boschive peculiari, come lo sono gli ultimi relitti di boschi planiziali, ovvero i resti dell’antica “Silva lupanica”, la grande foresta che un tempo ricopriva l’intera pianura friulana.
«Ci troviamo di fronte a un unicum che merita di essere valorizzato anche dal punto di vista turistico – ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin –; se sapremo farlo bene, occupandoci con attenzione di manutenzione e promozione, il numero dei visitatori crescerà, perché questi luoghi hanno davvero molto da offrire».
Monika Pascolo














