«Quando sai che sei di Cristo, ogni mattina ti alzi e dici: “Signore, le cose mie sono tue, le tue sono mie”. E ti appresti a vivere la vita insieme a Lui, contando soprattutto sulla Sua fedeltà, perché quello che fa il Signore resta per sempre». Non ama parlare di sé, Silvia, ma questa volta ha accettato di farlo. «Non so neanche io perché – aggiunge –. Forse solo perché quando si sperimenta una cosa bella, è bello anche condividerla».
Silvia De Luca, insegnante in pensione, di Vittorio Veneto, si è consacrata oltre 35 anni fa nell’Ordo Virginum e nelle prossime settimane sarà tra le voci chiamate in diocesi a raccontare la sua esperienza all’interno di quella che è la più antica forma di consacrazione femminile, in un percorso conoscitivo diocesano pensato ad hoc.
7 incontri mensili
Dopo un primo incontro che si è svolto a inizio anno, a partire da sabato 31 ottobre la diocesi di Udine propone infatti un itinerario sull’Ordo Virginum aperto a tutte le donne maggiorenni e nubili che desiderano approfondire la conoscenza della più antica forma di consacrazione femminile presente nella Chiesa. Si tratta di incontri di conoscenza, non finalizzati alla consacrazione, che si svolgeranno il sabato, dalle 16 alle 19, nei locali del Santuario della Madonna Missionaria a Tricesimo, e si concluderanno in estate con una proposta di quattro giorni di esercizi spirituali (la partecipazione è libera e gratuita; è sufficiente segnalare la propria presenza con una e-mail indirizzata al vicario generale dell’Arcidiocesi, mons. Dino Bressan, all’indirizzo vicario.generale@diocesiudine.it).
«La mia è solo una delle tante testimonianze possibili, perché le nostre vite sono tutte molto diverse», anticipa Silvia De Luca in un’intervista, a cura di Valentina Zanella, pubblicata sulla Vita Cattolica del 28 ottobre 2026. Le vergini consacrate non vivono infatti in conventi o monasteri, ma mantengono la propria vita quotidiana, lavorativa e relazionale: c’è la primaria di ospedale, la dirigente d’azienda, l’operaia…
Che cos’è l’Ordo Virginum
Ma che cos’è e qual è l’origine dell’Ordo Virginum? «È la più antica forma di consacrazione femminile e la prima forma di vita consacrata – risponde De Luca –. Esisteva prima ancora degli ordini monastici e degli ordini religiosi. Le appartenenti all’Ordo Virginum vivevano nelle loro case, conducevano una vita ordinaria ed erano consacrate dalla Chiesa con un rito pubblico solenne che risale ai tempi di Papa Leone Magno. In seno alla comunità riunita per la celebrazione eucaristica, la donna manifestava il proposito di permanere per tutta la vita nella verginità per amore di Cristo. Santa Marcellina, sorella di Sant’Ambrogio, è stata una delle prime vergini consacrate di cui abbiamo notizia (…) Il Consiglio Vaticano II ha ripreso in mano questo rito, riadattandolo e donandolo nuovamente a tutta la Chiesa. Il nuovo rito latino è entrato in vigore nel 1971, poi tradotto in italiano nel 1980».
750 vergini consacrate in Italia
Le vergini consacrate in Italia sono attualmente circa 750 e un centinaio abbondante di donne in formazione verso questa forma di vita. «Nella diocesi di Vittorio Veneto siamo in 12. Ci sono vergini consacrate che vivono insieme per aiutarsi a vivere il carisma, ma in genere tutte continuiamo a condurre la nostra vita normale, individualmente – spiega ancora De Luca –. Io sono stata insegnante nella scuola dell’infanzia statale per 42 anni e credo che il primo strumento per esprimere la bellezza e la fedeltà del Signore sia stato il mio lavoro».

«Sentivo la necessità di appartenere a Cristo»
Perché, allora, la scelta della consacrazione? «Perché sentivo in me la necessità di appartenere a Cristo», risponde De Luca. «Desideravo vivere il primato della presenza di Cristo nella mia vita, la comunione con Lui, sentivo il bisogno di questa pienezza. Mi piacevano tanti istituti religiosi, però amavo la mia quotidianità, il lavoro, la possibilità di portare nella preghiera i bambini che avevo a scuola, i gruppi di giovani che seguivo…». «Con il rito di consacrazione, il Signore ti dice: “Hai scelto me, al di sopra di tutto, io sarò la medicina nella tua malattia, sarò la consolazione quando sei triste, sarò la tua gioia”, questa è stata la mia vita dopo la consacrazione – conclude De Luca –. Una vita piena».
L’intervista integrale, a cura di Valentina Zanella, si può leggere sulla Vita Cattolica del 28 ottobre 2026













