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Cronaca

Piano della Regione “per salvare pozzi e falde”

La Regione finanzierà l’installazione di valvole di regolazione dell’erogazione nei pozzi artesiani a uso domestico e pubblici. Saranno chiuse le fontane pubbliche a getto continuo. Capozzi (5 Stelle): “Misure mai condivise con i Consiglieri regionali”

“L’obiettivo della Regione è quello di salvaguardare i pozzi, permettendone l’utilizzo e nel contempo garantendo che il volume di uso attuale sia compatibile alla loro salvaguardia intervenendo sugli sprechi, perché altrimenti c’è il rischio in prospettiva di non poter servire le case e i condomini come avviene oggi. Per questo la Regione finanzia con 3 milioni di euro l’erogazione di contributi a copertura delle spese per l’installazione delle valvole di regolazione dell’erogazione nei pozzi artesiani”.

Lo ha detto oggi l’assessore alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro a commento dell’ordinanza siccità firmata dal direttore del servizio regionale competente, “la quale – ha aggiunto l’esponente di Giunta – è stata già illustrata a oltre

70 sindaci e ai consiglieri regionali per condividere con tutti gli attori istituzionali le misure straordinarie”.

Come ha spiegato l’assessore, è necessario affrontare con urgenza il tema dell’abbassamento delle falde acquifere legato alla siccità degli ultimi anni e al cambiamento climatico in genere.

Per questo la Regione ha pronto un piano straordinario volto a salvaguardare i pozzi e le falde, inestimabile ricchezza naturale del territorio regionale, che stanno registrando un continuo abbassamento. Questo, in prospettiva, rischia di privare della possibilità di utilizzo le famiglie, quindi dobbiamo intervenire affinché tale risorsa delle nostre comunità non venga meno. Il Piano agirà su più fronti: un’ordinanza con la quale si regolerà l’erogazione dei pozzi artesiani a uso domestico e pubblici, la chiusura delle fontane pubbliche a getto continuo o la riconversione con sistemi di ricircolo e una campagna informativa su vasta scala che coinvolga la popolazione sul tema del risparmio idrico e sulla riduzione del prelievo dai pozzi artesiani.

“La Regione – ha precisato l’assessore – già dallo scorso anno sta mettendo in atto iniziative rispetto all’emergenza siccità, sia per limitare i prelievi a uso industriale, sia per regolamentare l’utilizzo di acqua nell’irrigazione e prevedendo investimenti, anche del Pnrr, per la riduzione delle perdite dalle reti acquedottistiche. Nonostante questi interventi e le ultime piogge la situazione resta comunque critica, specialmente per quanto riguarda le falde. Il vero problema è che, da qualche anno, il sistema degli acquiferi non è più in equilibrio tra il prelievo umano dai pozzi, da un lato, e le precipitazioni sempre più scarse, dall’altro”.

Per dare un dato di riferimento si sta parlando di circa un miliardo di metri cubi all’anno di acqua sprecata, “per intenderci – sottolinea l’assessore – come il fiume Isonzo in piena, ossia pari a oltre il 20 per cento del fabbisogno per usi civili dell’intera Italia”.

“Proprio per questo – ha spiegato Scoccimarro ai sindaci chiedendo la loro collaborazione – è necessario intervenire in un’ottica di prevenzione mettendo al sicuro un patrimonio che dobbiamo assolutamente salvaguardare. L’ordinanza di regolazione dell’erogazione dei pozzi privati e di chiusura delle fontane a getto continuo e dei lavatoi pubblici sarà operativa dal prossimo mese di novembre, in modo da consentire a tutti di organizzarsi per adeguare gli impianti”.

“Il secondo perno del Piano – ha sottolineato l’assessore – riguarda l’aspetto finanziario. Stiamo preparando un avviso pubblico per la richiesta di contributi ‘a sportello’, in modo semplice e veloce, a copertura delle spese per l’installazione delle valvole di regolazione dell’erogazione nei pozzi artesiani”.

Il contributo finanzierà il 100 per cento delle spese sostenute dai cittadini e dagli enti con effetto retroattivo a partire da giugno del 2022. Sono già stati stanziati 750mila euro per i privati e 250mila per gli enti pubblici. “In Giunta con il presidente e la collega alle Finanze abbiamo disposto ulteriori 2 milioni di euro portando i capitoli a un totale di 3 milioni di euro – spiega Scoccimarro -, ma siamo disposti a finanziare ancora la norma a fronte di richieste importanti”.

Il terzo asse dal piano per la salvaguardia di falde e pozzi si basa sull’avvio di una campagna informativa atta a coinvolgere la popolazione regionale sul tema del risparmio della risorsa idrica in generale, con un focus rivolto alla necessità di ridurre il prelievo da pozzi e fontane a getto continuo.

“Affinché l’azione del Piano regionale abbia successo – è stato l’appello agli amministratori rivolto dall’assessore alla Difesa dell’ambiente – è necessario che nei territori si capisca l’importanza di salvare il grande patrimonio regionale costituito da pozzi e falde acquifere. Non intervenire subito con queste azioni preventive significherebbe mettere a rischio un’importante ricchezza per il futuro, soprattutto in vista del cambiamento climatico in atto”.

“L’assessore Fabio Scoccimarro dice di aver illustrato l’ordinanza del direttore del Servizio idrico ai consiglieri regionali per condividere le misure straordinarie sui pozzi artesiani, ma questo non è mai avvenuto, altrimenti avrebbe dovuto rispondere alle nostre osservazioni, cosa che non è riuscito a fare nemmeno oggi in Commissione”.

A porre l’accento, in una nota, sulla comunicazione data mezzo stampa dall’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, è la consigliera del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi.

“Nel suo breve intervento con cui ha liquidato una tematica sentita da tutti i cittadini della bassa pordenonese e udinese – afferma la Capozzi -, ha anche detto che sta portando avanti quanto previsto da chi l’ha preceduto. In realtà anche in questo si contraddice, perché nel 2018 i Piano regionale tutela acque aveva stabilito che un Tavolo tecnico determinasse i volumi medi giornalieri o annuali prelevabili da ogni singolo pozzo e individuasse la stima dei reali fabbisogni. In più, avrebbe dovuto avviare una sperimentazione per valutare gli effetti di quanto determinato. Eppure quel tavolo non ha ottemperato a nessuna delle due previsioni”.

“Nonostante questo, si continua con la politica di voler intervenire solo sui pozzi domestici, su cui molti cittadini della Bassa son già intervenuti da soli per limitare i prelievi nel modo più idoneo al proprio impianto, ma continua il silenzio da parte di Scoccimarro sui prelievi industriali, ittiogenici e turistici. Probabilmente, per il nostro assessore – conclude la pentastellata -, solo per bere e innaffiare si spreca l’acqua potabile, ma se con la stessa si raffreddano impianti industriali non c’è alcun spreco. È questa la campagna informativa che vuole fare ai nostri cittadini?”

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