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Porpetto. Polo logistico, nessun progetto, ma i timori restano

L’ipotesi di realizzare un mega polo logistico a Porpetto, vicino al casello autostradale – argomento che nella comunità tiene banco ormai da mesi – continua a destare preoccupazione. Tanto che nelle scorse settimane a Udine, nella sede di rappresentanza del Consiglio regionale, era stata organizzata una conferenza stampa con i rappresentanti dei comitati locali che fin dall’inizio si sono mossi contro la realizzazione, anche promuovendo una raccolta di firme – su iniziativa del “Comitato per il no” che ha collezionato 3200 sottoscrizioni – per ribadire contrarietà a qualsiasi iniziativa del genere. Molteplici i timori del fronte del no, come aveva dichiarato a “la Vita Cattolica” a febbraio il portavoce del Comitato, Roberto Movio. Tra le preoccupazioni non solo le «dimensioni esagerate» della struttura, ma anche «il grave impatto ambientale con l’inquinamento atmosferico, acustico e luminoso provocato» e la perplessità di un polo che «non risolverebbe problemi locali nè di lavoro nè di altro tipo».

Da parte sua il Consiglio comunale di Porpetto inizialmente aveva dato un preventivo parere favorevole di carattere politico al progetto, ritirando poi la delibera, con la proposta di un ridimensionamento del polo, anche a seguito della mobilitazione cittadina.

Ora, di nuovo ci sono due lettere a firma di Aldevis Tibaldi, del Comitato per la vita del Friuli rurale, datate 26 giugno. L’una è stata inviata a 22 istituti bancari, in Italia e all’estero (per conoscenza anche al Comando della Guardia di Finanza di San Giorgio di Nogaro) avente come oggetto “Ipotesi di supporto finanziario”, l’altra alla famiglia Aponte proprietaria di Msc Crociere, società indicata da un organo d’informazione locale come possibile proponenete del progetto (disegno che non è stato mai ufficializzato). Tibaldi, nell’esprimere preoccupazione per l’eventuale realizzazione ed evidenziando «la ferma opposizione di tutte le popolazioni locali», invita gli Istituti a non finanziare il progetto e Msc – «qualora ne sia il proponente» – a non proseguire nell’iniziativa.

Insomma, la preoccupazione nella comunità resta alta ed è anche legata al fatto che da parte della Regione, come riporta lo stesso Tibaldi nelle missive, c’è stato un intervento legislativo per disciplinare gli insediamenti logistici. «Legge – sono parole del portavoce del Comitato per la vita del Friuli rurale – che sembra fatta ad arte per favorire la costruzione del polo di Porpetto».
Dal canto suo il sindaco della cittadina, Andrea Dri, afferma che al momento non c’è alcun documento che certifichi l’esistenza del progetto. «Attualmente non ho notizie relative ad iniziative del genere. Se dovesse giungere una proposta la valuteremo».

La conferma in tal senso era arrivata a inizio giugno pure dal consigliere regionale Furio Honsell, di Open Sinistra Fvg: «La proposta di realizzare un immenso polo logistico tra le abitazioni di Porpetto e l’autostrada Trieste-Venezia, unitamente alla recente legge regionale che pare essere costruita appositamente per agevolare interventi di questo tipo, continua a destare nella popolazione locale un giustificato timore e una ferma volontà di opposizione a tutela della salute pubblica e del patrimonio abitativo del territorio. Di queste preoccupazioni mi sono fatto carico attraverso un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale, dalla cui risposta è emerso che, ad oggi, non risulta pervenuta alcuna richiesta formale relativa a tale progetto».

Monika Pascolo

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