C’è chi impasta, chi poi tira la pasta, chi la seziona in piccoli cerchi, chi prepara le porzioni con la giusta quantità di ripieno, chi richiude il tutto dando la forma ai tipici “cjarsons”. Quest’anno ne sono stati preparati 5847. In sottofondo, tra tante mani che intrecciano maestria e passione, il canto di villotte e brani della tradizione. Lo scenario è l’ex osteria Gonano, con annesso negozio di alimentari, attiva fino al 2011. Un pezzo di storia del paese che ogni qualvolta ci sia necessità di stare insieme riapre le sue porte. Siamo a Lenzone, piccola frazione a due passi da Ovaro, incantevole passaggio obbligato per l’ascesa allo Zoncolan dal versante ovest. In tutto un’ottantina di abitanti e tra loro anche chi è «venuto da fuori, per scelta», come racconta con un pizzico di orgoglio Clara Gonano, 74 anni, una delle anime dei “Frazionisti di Lenzone”, custode di un quadernetto su cui è appuntata la ricetta della specialità carnica proposta alla sagra, messa a punto dopo innumerevoli prove e tentativi, affinché il risultato finale, svela, sia un’armonia di gusti.

L’osteria in centro – al cui interno tutto è rimasto come quando era in funzione – appartiene alla sua famiglia ed era stata aperta ai primi del Novecento da sua nonna, poi ampliata da suo padre Pietro che con lungimiranza aveva ricavato anche una locanda, nei mesi caldi sempre al gran completo, grazie soprattutto alla bravura della titolare Ida Fedele (madre di Clara), morta a 94 anni, 56 dei quali dietro al bancone, persona gentile, ospitale e laboriosa che ha dato tutta se stessa alla piccola comunità.
È nell’ex attività che ogni agosto, dalla fine degli anni ‘80, in particolare la componente femminile del paese – la più piccola ha 11 anni, la più anziana supera gli 80 –, insieme ad un prezioso “supporto” che arriva dalle località limitrofe (Ovaro, Liariis, Entrampo), e a più di qualche marito volonteroso, si dà un triplo appuntamento – due giorni dedicati ai “cjarsons” e uno alla preparazione dei crostoli – per mettere le “radici” culinarie della tradizionale “Sagra dal Carmini”. Festa paesana – quest’anno in programma da venerdì 4 a domenica 6 settembre – intrecciata all’antica devozione legata alla Madonna del Carmine a cui è intitolata la storica chiesetta votiva che sorge appena fuori dall’abitato, voluta dalle famiglie locali che, per edificarla, hanno messo insieme denaro e forza lavoro di decine e decine di volontari. «Da subito – illustra Clara – l’edificio sacro divenne un punto di riferimento per le processioni volte a invocare la protezione divina dei raccolti».
Una tradizione legata alla Madonna del Carmine che – seppur la festività sia a luglio – a Lenzone si è sempre rinnovata nella prima domenica di settembre, perché nel periodo estivo, con i padri di famiglia impegnati nello sfalcio “in mont”, il paese si svuotava. «Al loro ritorno in ogni casa si faceva festa: il profumo dei crostoli si espandeva ovunque e a tavola si gustavano i cjarsons». Alla mattina si celebrava la Santa Messa e il pomeriggio era caratterizzato dal canto dei Vesperi e dalla processione con la statua della Madonna per le vie della frazione, con la sosta in centro per un momento di preghiera e riflessione, prima della benedizione impartita dal parroco alle case e la ripartenza del corteo verso la chiesetta.

Col tempo, quei festeggiamenti vissuti per lo più nell’intimità di ciascuna famiglia sono diventati “pubblici” – grazie anche al sostegno del parroco di allora, don Emilio Englaro –, ed è nata la “Sagra dal Carmini” che ogni anno richiama in paese tantissime persone. «Il sacerdote ci ha spronato affinché la festa diventasse comunitaria», racconta Clara.
Un’eredità raccolta con grande entusiasmo dall’intero paese che già da luglio, coinvolgendo grandi e piccoli, si mobilita per i preparativi dell’evento patronale, che non sono solo quelli culinari. C’è infatti da allestire il tendone per la festa, riaprire i chioschi, adornare la chiesetta di fiori e addobbare le strade con bandierine colorate.

Anche quest’anno la devozione si rinnoverà nel segno della tradizione con mons. Loris Della Pietra, direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano, e nel ricordo del compianto parroco, mons. Gianni Pellarini che ha presieduto e accompagnato la celebrazione del 2025, seppur già sofferente per la malattia che lo aveva colpito (è morto a novembre). Domenica 6 settembre alle 11 sarà celebrata la Santa Messa, mentre alle 16 ci saranno i Vesperi e la processione solenne con la statua della Vergine con il Bambino portata a spalla fino al centro del paese dove sarà adagiata su un tavolo ricoperto da una tovaglia bianca. I preparativi per questo momento sono da sempre compito della famiglia Valmassoni e tuttora se ne occupa la signora Lucina.

Gesta che si ripetono uguali «nel rispetto della fede e dell’attaccamento a questa tradizione che ci sono stati tramandati dai “nestis vecjos” e che ora spetta a noi portare avanti», evidenzia Clara.
In piazza, nel tendone al coperto, si potranno gustare non solo i cjarsons e i crostoli (sono stati preparati 160 pacchi da due etti e mezzo ciascuno), ma anche trippe, frico e altre specialità, con l’accompagnamento musicale di “Connie & Claude” (il 4 settembre), Angelo, Francesco & Bruno (il 5), il gruppo Folkarnix (il 6) e la simpatia di Galax (il 6, durante il pranzo).
«In ogni edizione – racconta Clara –, parte del ricavato della sagra va a sostenere la manutenzione della chiesetta, parte è utilizzata per arricchire strutture e attrezzature legate ai festeggiamenti e parte va in beneficenza». Così i “Frazionisti di Lenzone” hanno contribuito, ad esempio, al restauro dei due altari lignei dorati, acquistando anche il tendone per garantire tre giorni di sagra al coperto. Dimostrando, edizione dopo edizione, impegno, dedizione e amore per il proprio territorio, accanto ad una fede consolidata. «Speriamo che tutto ciò ci aiuti a proseguire anche in futuro», è l’auspicio della comunità. E il pensiero non può che andare ai più piccoli: bambini e bambine che abitano a Lenzone e quelli che tornano nei mesi estivi in paese per trascorrere le vacanze con i nonni. Insieme a loro quest’anno si celebrano anche due nascite nelle case di due giovani coppie che hanno scelto di abitare nella piccola località: l’arrivo di un bambino e di una bambina, in un paese che non raggiunge i 100 abitanti, è un evento che va doverosamente festeggiato. In futuro, chissà, potranno essere loro i nuovi “custodi” della ricetta dei ciarsons per la “Sagra dal Carmini”.
Monika Pascolo















