Nella data del suo compleanno, domenica 30 agosto, la comunità di Talmassons, insieme alla sua famiglia, ha ricordato don Juan Carlos Cerquera Trujillo, originario della Colombia, parroco della cittadina, oltre che di Flambro e Flumignano, morto a gennaio all’età di 59 anni, dopo una brevissima malattia. Il momento di preghiera comunitaria, con la celebrazione di una Santa Messa di suffragio, è stato anche l’occasione per la benedizione e l’intitolazione di una sezione della Biblioteca comunale alla sua memoria. «È un’iniziativa nata dal forte legame che don Carlos è riuscito a creare con la nostra comunità, seppur in pochissimo tempo – illustra il sindaco Fabrizio Pitton –, e anche la continuazione di qualcosa che lui aveva avviato proprio in occasione dell’inaugurazione della Bibilioteca, a febbraio 2023. Ricordo ancora le sue parole: “Chi non crede nella cultura, non vede la luce”». Da qui il dono del proprio patrimonio librario al Comune, grazie anche alla volontà del fratello di don Carlos, don Alexis, arrivato appositamente dalla Francia per l’evento.

Un’ala della Biblioteca è, dunque, dedicata al lascito. «Accanto ai libri, molti dei quali legati alla storia della sua terra, alla cultura generale, alla filosofia, alla Chiesa cattolica e alla sua grande passione, il cinema, abbiamo a disposizione anche una serie di dvd nata dalla trasmissione radio “Unpodidut”, diffusa tramite un podcast, da lui voluta». In tutti i libri, sottolinea Pitton, «volutamente sono stati lasciati gli appunti e le riflessioni che don Carlos fissava a margine».

In occasione dell’inaugurazione, alla famiglia, alla madre Genovefa e a tutta la comunità è stata donata una pubblicazione, realizzata dall’Amministrazione comunale e dalla Parrocchia, che raccoglie gli atti del funerale di don Carlos, l’omelia dell’arvicescovo mons. Riccardo Lamba, l’intervento del primo cittadino, oltre a tutti gli scritti che i bambini hanno voluto dedicare all’amato parroco. Il desiderio è quello di mantenere vivi il suo ricordo e la sua “eredità”. «Senza di lui – ha affermato – ci sentiamo più soli, sia a livello personale che istituzionale. Lui era l’anello della comunità e per non dimenticarlo cerchiamo di proseguire nell’opera importante che aveva avviato nella nostra comunità. Era il parroco di tutti e non solo ci aveva aperto le porte della chiesa, ma era entrato nelle nostre famiglie con il suo sorriso, la sua empatia e il suo essere sempre disponibile. Sapeva fare comunità e io dico sempre che nei nostri piccoli centri serve un’alleanza di coscienza nella visione del bene comune, con i valori cristiani ben saldi».

Il ricordo di don Carlos prosegue anche sabato 5 settembre, alle 19, con la Santa Messa celebrata da mons. Lamba.
Monika Pascolo















