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Palmanova abbraccia mons. Angelo Del Zotto. «Ariviodisi tra le braccia del Padre»

Per la seconda volta in pochi giorni, sabato 14 agosto lo splendido duomo dogale di Palmanova si è vestito a lutto per accompagnare verso il cielo alcuni dei suoi ministri. È successo il 1° agosto per il diacono Nicandro Mastrogiovanni, è accaduto di nuovo – appunto – il 14 agosto per lo storico “plevan” della città stellata, mons. Angelo Del Zotto, deceduto lo scorso 11 agosto all’età di 83 anni, 23 dei quali – fino al 2025 – trascorsi alla guida della Parrocchia palmarina. Eppure sabato mattina non c’era solo Palmanova a tributare l’ultimo saluto a “pre Agnul”: c’erano anche le comunità di Sottoselva e Ialmicco, Trivignano, Clauiano, Melarolo e Merlana, Bagnaria, Sevegliano e Privano, oltre a fedeli e amici da tutto il Friuli centrale. È grande, il duomo di Palmanova, ma ha fatto fatica a contenere tutta la folla. L’affetto ha tenuto le porte aperte.

Mons. Lamba e mons. Mazzocato nel gremito duomo di Palmanova

A presiedere le esequie, l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba, a cui lo stesso mons. Del Zotto era solito dare del “tu” «per la sensibilità e l’umanità con cui mi hai accompagnato», come scrisse lo stesso defunto parroco lo scorso 29 giugno, nel suo 59° anniversario di ordinazione sacerdotale, in una sorta di testamento spirituale.

Parole che lo stesso mons. Lamba ha ripreso durante la sua omelia. «Nello scritto di mons. Angelo – ha detto l’Arcivescovo – emerge la sua grande fiducia in Dio Padre misericordioso che accoglie tutti, nessuno escluso. Ma anche il suo rapporto con Gesù Cristo, roccia su cui aveva posto le fondamenta della propria esistenza in particolare negli ultimi mesi di malattia e sofferenza». Sono parole che tratteggiano la spiritualità del defunto parroco, uomo di grande fede e capacità di affidamento al Signore. Ma anche un uomo con una bontà di cuore che traspariva fino allo sguardo, al sorriso e alla battuta pronta. «Don Angelo era convinto che la Chiesa sia davvero guidata dallo Spirito Santo, che ricompone in unità le comprensibili differenze».

Il congedo del parroco attuale, mons. Paolo Brida

Accanto a mons. Lamba, ecco l’arcivescovo emerito mons. Andrea Bruno Mazzocato e il parroco attuale di Palmanova e delle comunità contermini, mons. Paolo Brida. Con loro, numerosi preti del clero diocesano e non solo. «Ringraziamo il Signore per la testimonianza che abbiamo ricevuto in don Angelo – ha concluso mons. Lamba –: è stato un vero uomo e un autentico sacerdote che ha offerto tutta la sua vita per amore di Cristo e della Chiesa».

Il testamento spirituale di mons. Angelo Del Zotto ripete per ben 12 volte la parola “Grazie”. Tra le righe, il respiro di un uomo che fino all’ultimo ha camminato nelle comunità che gli sono state affidate, guida alla pari, uomo come gli altri, entusiasta di «annunciare la modernità del Vangelo che ha al centro Gesù Cristo». «Un toc di strade insieme la vin fate» scrisse don Angelo, con il consueto aplomb, prima di concludere con un «Mandi, ariviodisi».

«Ariviodisi tra le braccia del Padre», ha concluso mons. Lamba. Parole prese in prestito da mons. Del Zotto, ma certamente fatte proprie da lui, Arcivescovo, e da tutti coloro che hanno compiuto insieme a don Angelo qualche passo del «toc di strade».

Il feretro di mons. Del Zotto riposa ora nel cimitero di Sottoselva. «Un cimitero piccolo, che sa di famiglia – scrisse –. Sarà facile trovarsi».

G.L.
Foto di Francesca Artico, che ringraziamo

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