Internazionale

Schengen, l’Ue bacchetta l’Italia per i controlli ai confini

Bacchettata dall’Europa per i controlli ai confini. I limiti imposti alla libera circolazione sancita dall’accordo Schengen non possono protrarsi per sempre, per questo la Commissione europea richiama l’Italia e altri 8 Paesi che di fatto, di proroga in proroga, hanno reintrodotto le frontiere interne.

Da tempo molti Stati membri, Italia compresa, hanno sospeso il regime di Schengen per sei mesi poi prorogati fino a due anni di fronte a minacce come terrorismo, grandi eventi, migrazione, sicurezza. Nel caso dell’Italia, il Governo ha notificato controlli su tutte le frontiere per il G7 del giugno 2024, in aggiunta a quelli già introdotti alla fine del 2023 al confine con la Slovenia, rinnovati più volte. Al momento sono in vigore i controlli con Lubiana fino al 18 dicembre, motivato da una “persistente minaccia di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori lungo la rotta dei Balcani occidentali, crisi in corso in Medio Oriente e Ucraina, elevato livello di migrazione irregolare, inclusa una forte presenza di reti criminali di contrabbando e traffico di esseri umani”.     Una situazione diffusa tra i Paesi Ue, che per la Commissione non è più giustificata. Il Patto migrazione, che entrerà in vigore il 12 giugno, insieme ai nuovi sistemi digitali dell’Entry/Exit System ed Etias, dovrebbe rafforzare il controllo delle frontiere esterne e limitare i movimenti irregolari nell’area Schengen, creando le condizioni per una graduale riduzione dei controlli alle frontiere interne.

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