Commento al Vangelo

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti»

Commento al Vangelo del 10 maggio 2026,
VI Domenica di Pasqua
Gv 14, 15-21.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore.

A cura di suor Fabrizia Baldo

Per comprendere la Parola che il Vangelo ci propone domenica 10 maggio, è necessario entrare in sintonia con gli apostoli che, riuniti attorno a Gesù nel Cenacolo, ascoltano il suo discorso di addio, pronunciato in un momento di grande solennità, quando sta per compiersi la sua “ora”. Sono parole cariche di preoccupazione paterna, nelle quali ancora una volta, egli vuol lasciare ai suoi ciò che gli sta più a cuore, perché possano non disperdersi dopo la sua morte e il suo ritorno al Padre. Dobbiamo aprire anche noi il cuore, lasciarci raggiungere dalla sua sollecitudine amorosa, nel desiderio di non lasciar cadere nulla di quanto ci rivela.
Questo brano, in particolare, si apre e si chiude con le stesse parole, segno che dobbiamo considerarle come essenziali: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti… chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama».
All’inizio Gesù si rivolge ai discepoli, suoi commensali: «Se voi mi amate”; alla fine si rivolge a un “chi” generico, quindi a me, a chiunque voglia rispondere al suo Amore.

Cosa significa allora “amare”? Gesù ce lo ripete con chiarezza: accogliere e osservare i suoi comandamenti. È necessario innanzitutto conoscere i suoi comandamenti, cioè le sue parole, quindi accoglierle come un dono del suo amore e portarle dentro, per custodirle e tradurle in frutti di vita. Non è semplicemente un osservare freddo ed esteriore dei comandamenti di Gesù, ma è molto di più, è un rapporto di amore, è prendermi cura, proteggere, tenere in vita. In fondo è realizzare ciò che essi mi dicono o mi chiedono, nella mia vita di ogni giorno, in ogni momento e in ogni situazione.
«Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre».
Gesù intercede ora e intercederà sempre per noi presso il Padre, perché gli stiamo a cuore, perché ha dato la sua vita per ciascuno di noi. E il Padre ci guarda attraverso il Figlio, attraverso le sue piaghe e ci dona lo Spirito Consolatore, colui che rimane con noi sempre, che non ci lascia soli, dimenticati; Egli viene, ci raccoglie dalla dispersione e soffia dentro di noi la forza per il ritorno al Padre, all’Amore. Io, tu, ciascuno di noi, è un amato, un prediletto da sempre e per sempre.
Sono verità da contemplare, da accogliere in una logica di amore gratuito, da custodire come il tesoro della nostra vita.
Guardiamo a Maria che, come dice Luca nel suo Vangelo: ”custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19). Lei,modello della Chiesa che sa ascoltare la Parola e accogliere il dono dello Spirito Santo, ci aiuti a vivere con gioia il Vangelo, nella consapevolezza di essere sorretti dallo Spirito, fuoco che riscalda i cuori e illumina i nostri passi.
Suor Fabrizia Baldo
(Suore Dimesse figlie di Maria Immacolata)

Articoli correlati

Dare un nome a ciò che arde

Commento al Vangelo del 19 aprile 2026, III Domenica di Pasqua Lc 24, 13-35. Ed ecco, in quello stesso giorno due dei erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e con-…