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Cronaca

Vecchio Venerando,’23 difficile, ma migliore del ’22

Il fumo è andato su dritto al “Pignarûl Grant” di Tarcento

“Il fumo è andato su dritto e questo significa che avremo un anno difficile, anche se di sicuro migliore di quello appena passato, quando il fumo era andato verso sud. E’ il vaticinio espresso dal Vecchio Venerando, al secolo Giordano Marsiglio, dopo aver osservato la direzione del fumo all’accensione del “Pignarûl Grant” di Tarcento (Udine), il più imponente e simbolico fuoco epifanico del Friuli e dell’intera regione. Una tradizione antica che, dopo essersi svolta per due anni senza pubblico, si è rinnovata in presenza.

“L’auspicio è abbastanza buono – ha proseguito il Venerando – anche se non buonissimo”. Soffermandosi sul clima “anomalo”, ha poi espresso il timore “che venga freddo in febbraio e questo non sarebbe buono, visto che abbiamo già delle gemme pronte e che molti animali sono usciti dal letargo”.

In tema di Covid, ha sottolineato che “la pandemia non è passata perché è ancora nella testa della gente e crea molta paura, ma ci sono altre disgrazie che causano molti più morti”.

Così, parlando della guerra, il Venerando ha detto “è una semenza delle persone che non ragionano e non hanno intelletto, perché fare del male agli altri significa essere dei despoti, non degli uomini”.

Infine il ‘Vecchio venerando’ ha sollecitato tutti a “restare uniti, che è la cosa più importante, insieme alla ragione, che serve a qualcosa, ma dobbiamo saperla utilizzare, vediamo che i governi che non usano il cervello – ha chiosato – non sono come dovrebbero”.

Il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, intervenuto all’accensione della pira, ha evidenziato che il Pignarûl “è una tradizione importante, ma ha soprattutto un significato di tenuta della comunità, e anche oggi essere insieme qui è un elemento forte di aggregazione, sia per rilanciare le tradizioni di questa terra, ma anche per guardare con speranza al futuro”.

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