Nel contesto della globalizzazione contemporanea, i dialetti e le lingue di minoranza sono coinvolti in importanti processi di cambiamento. Dal punto di vista dialettologico e sociolinguistico, le varietà linguistiche e le lingue di minoranza possono andare incontro a trasformazioni, a una ridefinizione delle loro funzioni sociali o, in alcuni casi, a una progressiva marginalizzazione. Tradizionalmente legate a specifici territori e comunità di parlanti, esse rappresentano un patrimonio culturale e identitario rilevante, che oggi si confronta con nuove forme di visibilità, con un maggiore contatto tra lingue e con fenomeni di ibridazione.
In questo contesto si pone il convegno “Dialetti e lingue di minoranza tra localizzazione e globalizzazione”, in programma al Museo etnografico “Giuseppe Fontana”di Cima Sappada dal 17 al 20 giugno, promosso dalla Società Filologica Friulana in collaborazione con l’Accademia della Crusca, il Dipartimento di Lingue e il Centro Internazionale sul Plurilinguismo dell’Università di Udine.
Sono previsti gli interventi di una cinquantina di specialisti, provenienti da tutta l’Italia e non solo. Alle ore 17 di venerdì 19 giugno si terrà inoltre la tavola rotonda dal titolo “La realtà dei dialetti oggi: tra oralità, vitalità e coscienza linguistica”, che sarà presieduta da Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca. Secondo D’Achille, sebbene le statistiche indichino un sostanziale regressione dei dialetti nell’uso linguistico attuale, la realtà è molto più complessa: se appare indubbia la “crisi” del dialetto in certe zone, in altre i dialetti sono ancora vitalissimi e attraversati anche da fenomeni innovativi. Del dialetto non ci si vergogna più, come in passato, e quindi lo si usa, magari alternandolo all’italiano. Lo stesso italiano continua ad alimentarsi dell’apporto dialettale e locale, che proviene un po’ da tutte le aree, specie per quanto riguarda la fraseologia e i modi di dire.
Vitalità dei dialetti. Esperti a Sappada














