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Zuppi in Val Resia il 14 giugno

Il 14 giugno, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, e presidente della Conferenza episcopale italiana, sarà a Resia. «Lo attendiamo con grande partecipazione – anticipa il parroco, don Alberto Zanier – perché Resia, quindi anche Prato, San Giorgio e le altre frazioni si sono gemellate 50 anni fa con l’Arcidiocesi di Bologna in occasione del terremoto. Si stanno mobilitando la Parrocchia, il Comune, le associazioni per una calorosa accoglienza. Si ricorda ancora con commozione quanto Bologna abbia contribuito alla ricostruzione. Ma non dimentichiamo il contributo portato anche da Cantù, per Oseacco in particolare, e poi la presenza di Como. È stata un’esperienza di solidarietà che ha consolidato molti vincoli, rimasti vivi anche a 50 anni di distanza».

Nel contesto di quella straordinaria gara di solidarietà che portò al gemellaggio di 81 diocesi italiane con le Parrocchie terremotate dell’Arcidiocesi di Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone, la Chiesa di Bologna si gemellò, all’indomani del terremoto del 1976, con le Parrocchie della Val di Resia, duramente colpite dal sisma; sette furono i morti sotto le case crollate. Il segno più tangibile della solidarietà dell’Arcidiocesi bolognese fu la costruzione di 46 casette per altrettante famiglie.

Il programma

Zuppi arriverà il 14 al mattino, verrà accolto in canonica, quindi accompagnato in municipio dove riceverà il benvenuto del sindaco, delle altre autorità e delle associazioni. Alle 11 la solenne celebrazione in santuario, accompagnata dalle corali della valle e da canti anche in resiano. «Vorremmo far assaporare al cardinale la nostra tipicità, anche sul piano religioso, musicale». Seguirà il pranzo popolare. La visita del cardinale sarà preceduta ed accompagnata da una delegazione molto folta di bolognesi che arriverà già il 12 per visitare i luoghi della ricostruzione e incontrare la gente.

Lo scorso 5 maggio, nella parrocchia di Sant’Antonio di Savena a Bologna è stata celebrata una Santa Messa, alla quale è seguita la proiezione del video sulla storia della mobilitazione della Chiesa bolognese, con testimonianze e riflessioni. La Chiesa di Bologna scese subito in campo, subito dopo l’evento calamitoso, don Tarciso Nardelli, all’epoca assistente di Giovani dell’Azione Cattolica, propose una mobilitazione del mondo giovanile. «Oggi, a 50 anni da quegli eventi, la Chiesa bolognese ricorda il gemellaggio con le parrocchie del Comune di Resia – si è detto il 5 maggio – come una delle fasi più feconde della sua recente storia. È stata una mobilitazione esemplare per tempestività, coinvolgimento della comunità civile e religiosa, collaborazione con le istituzioni. Si trattò di un’esperienza formativa per i giovani, ancora oggi impegnati nel nel volontariato e nell’impegno civile ed ecclesiale e fu germe fecondo di impegno per una straordinaria stagione di iniziative missionarie e sociali».

Domenica 3 maggio, come si ricorderà, Zuppi era stato a Gemona, partecipando a diversi eventi dell’Arcidiocesi e presiedendo alla solenne concelebrazione di ringraziamento. Lo stesso Zuppi ha ricordato l’esperienza dei gemellaggi diocesani ai vescovi italiani nel corso della recente Assemblea della Cei.

Valentina Pagani

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