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Dal mondo al Friuli per non dimenticare. Il raduno dei Fogolârs nel 50° del sisma

Sono arrivati dai cinque continenti per rinnovare il legame con la terra d’origine e ricordare, nel 50° anniversario del terremoto, la tragedia e la rinascita del Friuli. Circa 250 rappresentanti dei Fogolârs furlans hanno partecipato alla convention annuale dell’Ente Friuli nel Mondo, svoltasi tra Palmanova, Udine, Gemona, Majano e Venzone venerdì 24 e sabato 25 luglio. Proprio a Venzone l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba ha presieduto la Messa con gli emigranti, concelebrata insieme al vescovo friulano mons. Infanti Della Mora (arrivato dal Cile), al parroco mons. Roberto Bertossi, a don Tacio Puntel, don Claudio Bevilacqua e padre Carlo Serpelloni. Ad accompagnare in modo eccellente la liturgia il Coro Polifonico di Ruda, diretto da Tiziana Moro, con all’organo Davide Basaldella.

La Messa a Venzone

Nell’omelia, mons. Lamba ha ricordato i molti morti a causa del sisma, sottolineando soprattutto la solidarietà che ne è seguita, rafforzata da consistenti apporti finanziari dei corregionali all’estero, pervenuta dai Fogolârs e dai governi stranieri che conoscevano la serietà e laboriosità degli emigranti friulani. Ha poi fatto riferimento alle letture del giorno, festa di San Giacomo apostolo, evidenziando come la grandezza della comunità cristiana non coincida con il potere, ma con il servizio e con la gratuità, come è avvenuto dopo il terremoto, che ha visto protagonisti della solidarietà, assieme alle comunità locali il mondo del volontariato e gli stessi emigranti. Di certo, ha proseguito mons. Lamba, l’emigrante ha subito le fatiche del distacco, con i duri sacrifici per integrarsi in una nuova società, ma essi erano consapevoli che la sofferenza non è vana: fa parte di un cammino di crescita, mantenendo sempre viva la memoria spirituale e culturale della propria comunità, attraverso le diverse forme di volontariato solidale.

L’Arcivescovo ha concluso il suo intervento chiedendo a tutti i presenti, ma anche alle realtà che rappresentano il mondo dell’emigrazione, di non dimenticare le sofferenze del popolo venezuelano, colpito anch’esso da un recente violento terremoto. La stessa solidarietà ricevuta in Friuli, anche tramite gli emigranti, va riversata ora anche per il Venezuela, tenendo conto che anche in quel Paese, ha precisato Lamba ci sono anche dei discendenti friulani e italiani bisognosi di ogni forma di aiuto.

L’incontro a Udine

All’incontro dei Fogolârs con le autorità svoltosi a Udine nella sede della Regione, il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Franco Iacop, ha ricordato che «le fondamenta del modello Friuli sono state costruite anche grazie ai nostri emigranti. Furono loro il primo motore della solidarietà, mobilitandosi fin dalle ore successive al terremoto e coinvolgendo le comunità e le istituzioni dei Paesi che li avevano accolti».

24 luglio 2026, la convention nella sede della Regione a Udine, ©Foto Petrussi

Presenti, tra gli altri, l’assessore Pierpaolo Roberti, del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e del sindaco di Udine Alberto Felice De Toni. «Oggi – ha aggiunto Iacop – siamo qui non solo per ricordare il terremoto e le sue vittime, ma anche lo straordinario contributo che seppero dare i nostri corregionali in Italia e all’estero».

«Un grazie che però rischierebbe di essere vuoto di significato in assenza di un concreto segnale di solidarietà nei confronti di chi, oggi, vive la stessa tragedia che visse mezzo secolo fa il Friuli», ha aggiunto Iacop, annunciando l’apertura di un conto corrente bancario per la raccolta di fondi a favore delle comunità friulane in Venezuela e di tutto il popolo venezuelano. «La grande solidarietà internazionale che sostenne il Friuli nell’emergenza e nella ricostruzione fu un germoglio che cadde su una terra fertile – ha concluso –: oggi lo possiamo dire con orgoglio, ma senza dimenticare la profonda gratitudine che dobbiamo a chi ci aiutò nel momento del bisogno. Oggi abbiamo un’occasione per dimostrare quella gratitudine in modo concreto».

Luigi Papais e Valentina Zanella

 

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