Quando mi guardo allo specchio vedo un ragazzo di undici anni ma vedo anche la storia che mi precede…
la storia è cominciata una tranquilla giornata di primavera: i bambini giocavano nei parchi, i signori camminavano per strada e le signore parlavano allegramente; niente prevedeva il disastro che incombeva. Dopo pranzo uscii a giocare nel parco con i miei amici, giocavamo tranquilli finchè i nostri genitori non ci hanno richiamato dentro per mangiare la cena. Dopo cena uscimmo di nuovo (eh sì giocavamo proprio tanto) finchè non tramontò il sole e io dovetti andare a dormire.
Verso le nove di sera andai a dormire, ma proprio mentre mi stavo adormentando sentii una scossa dal terreno, dopo un paio di secondi mi resi conto che tutto l’edificio stava tremando: il letto, la scrivania e pure le lampadine; che stavano ondeggiando e arrivavano a toccare il tetto. Corsi subito a svegliare i miei genitori che corsero subito a svegliare la mia sorellina; io preso dal panico corsi subito fuori e vidi la scena più brutta della mia vita: edifici in macerie, persone che piangevano perchè avevano perso tutto e bambini che strillavano. Quando i miei genitori mi raggiunsero restarono paralizzati, con la bocca aperta; guardando la scena erano diventati pallidi talmente tanto che avevano un colorito verdastro. Quando mi girai vidi i miei genitori; pallidi come mozzarella, mi resi conto che l’edificio dietro di loro stava cadendo e gridai: “Mamma, papà, attenti, sta cadendo l’edifficio!”. Appena mi sentirono si girarono, videro l’ edificio che crollava , si rigirarono e corsero via strillando;quando anch’io mi girai vidi la mamma di un mio amico con gli occhi lucidi che scavava nelle macerie di un vecchio negozio gridando:”Mio figlio,mio figlio é sotto le macerie; appena la sentii corsi subito in suo aiuto, insieme cercammo per ore Luca, il mio amico, con gli occhi lucidi dalle lacrime ( ancora non capisco come abbiamo fatto a non disidratarci).Quando stavo per perdere tutte le speranze sentii qualcuno da sotto le macerie dire : “Mamma sono qui” e rinvigoriti da quella semplice frase, continuai a cercare . Dopo un paio di minuti lo trovammo pieno di graffi e tagli, e con le mani e i capelli pieni di polvere;subito dopo averlo trovato chiamammo i soccorsi medici che arrivarono dopo un paio di minuti che sembrarono un’ eternità. Dopo quel tragico incidente tante famiglie, inclusa la mia dormirono in un garage molto stretto in centro città che era restato in piedi dopo il terremoto: era il 6 maggio 1976.
Quello che ricordo di più di quella bruttissima giornata è l’aiuto che le persone hanno dato agli altri ; l’ aiuto che serviva per rimpiazzare la tristezza.Molte persone sono morte, altre hanno perso tutto, ma tutti insieme congiunti dal lutto generale, le persone si sono messe ad aiutare gli altri.
Nelle edizioni de La Vita Cattolica dei giorni 7, 13 e 20 maggio 2026 è presente un coupon per la votazione delle opere del concorso “1976. Racconti per ricordare”. I coupon vanno inviati entro il 24 maggio all’indirizzo: UNPLI Friuli Venezia Giulia APS – Piazza Manin, 10 – 33033 Passariano, Codroipo (UD). È possibile cumulare diversi coupon in un’unica spedizione.













