Chiesa

“Con la Pasqua Gesù ricostruisce l’immagine divina dell’uomo”

Mons. Mazzocato ha impartito il battesimo, la cresima e l’eucarestia a 7 catecumeni adulti, provenienti da Ghana, Marocco, Albania, Costa d’Avorio, Benin e Italia. Con Gesù, morto e risorto, “l’amore di Dio ricostruisce l’immagine dell’uomo in tutta la sua grandezza e bellezza. E in comunione con Gesù, ogni uomo può rinascere e ricostruire la sua immagine più bella”.

Tramite il battesimo “Gesù ci restituisce la nostra immagine più bella di uomini, fatti a sua somiglianza, che il peccato corrompe”.

L’ha ricordato l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell’omelia della veglia di Pasqua, celebrata in Cattedrale, nel corso della quale ha conferito i sacramenti dell’iniziazione cristiana – battesimo, cresima, eucarestia – a  7 catecumeni adulti, provenienti da Ghana, Marocco, Albania, Costa d’Avorio, Benin, oltre ad una ragazza italiana.

“Abbiamo ascoltato il racconto della genesi e della creazione – ha detto l’Arcivescovo, commentando le letture della suggestiva liturgia della veglia pasquale – dove Dio, dopo aver creato tutto, alla fine crea l’uomo, la creatura più bella e più grande, a sua immagine e somiglianza. Però questa immagine comincia a rovinarsi quando l’uomo si ribella a Dio, con il peccato. Con questa ribellione l’uomo rovina se stesso e l’immagine di Dio viene rovinata, fino alla corruzione della morte. Con la Pasqua, però, Dio manda Gesù suo figlio che beve il calice amaro dei peccati degli uomini e con questa forza d’amore risorge con il suo corpo di uomo ristabilendo la bellezza dell’immagine di Dio. Con Gesù, l’amore di Dio ricostruisce l’immagine dell’uomo in tutta la sua grandezza e bellezza. E in comunione con Gesù, ogni uomo può rinascere e ricostruire la sua immagine più bella”. Ciò a partire dal battesimo, con il quale, ha proseguito l’Arcivescovo, “Gesù entra in noi: l’acqua è segno di purificazione dal peccato che ha rovinato coscienza e corpo”.

Questo è il dono che i catecumeni hanno ricevuto con il battesimo – avvenuto nel suggestivo rito per immersione, nella vasca esagonale del battistero del Duomo -, successivamente, con la cresima – “il dono dello Spirito Santo che fa sì che noi viviamo con un’unica legge: vivere come Gesù nel suo amore” – e, infine, con l’eucarestia – “con cui Gesù unisce gli uomini alla sua vita e al suo corpo”.

Infine l’invito finale dell’Arcivescovo  affinché “riviviamo anche noi il battesimo affinché il Signore torni a lavarci, guarirci perché continuiamo a vivere secondo l’unica legge: quella del suo amore, nella speranza che siamo in mano sua e lo saremo anche oltre la morte”.

L’Arcivescovo alla veglia in Cattedrale

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