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Giovani ansiosi e spaventati. «Aiutiamoli con dialogo e concretezza»

17/02/2026
Giovani ansiosi e spaventati. «Aiutiamoli con dialogo e concretezza»

Dal 2022 al 2025 sono state 8.939 le domande presentate in Friuli-Venezia Giulia per accedere al Bonus psicologo studenti, il contributo economico con il quale la Regione sostiene sedute di supporto psicologico per i giovani. L’obiettivo è fronteggiare il disagio e il malessere psico-fisico mettendo in campo la competenza di professionisti qualificati. In Friuli-V.G. sono 585 quelli accreditati. Eva Pascoli, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Friuli-Venezia Giulia, è in prima linea nel contrastare le difficoltà psicologiche di ragazzi e ragazze. Valentina Viviani l’ha sentita su Radio Spazio e un’ampia intervista si può leggere sulla Vita Cattolica dell’11 febbraio 2026. Qui un estratto.

Quali sono i motivi più frequenti per i quali i giovani si rivolgono allo psicologo?
«La maggior parte per problemi di ansia. Altre motivazioni sono le difficoltà scolastiche, i conflitti relazionali con i familiari o con i coetanei, il bisogno di conoscersi meglio, le difficoltà di carattere alimentare, l’isolamento. Ecco perché ribadisco che, a volte, un ciclo di colloqui con un professionista può essere importante anche solo per capire cosa davvero fa soffrire il ragazzo o la ragazza».

L’ansia nei giovani presenta caratteristiche particolari, diverse da quella degli adulti?
«La valenza del termine “ansia” è molto ampia. Oggi tutte le notizie che sentiamo rispetto alla guerra, ai conflitti, alle vicende di violenza che vengono purtroppo quotidianamente proposte influiscono sulla percezione del mondo di ognuno di noi. È la percezione di un mondo che non fa sentire al sicuro nessuno, nemmeno i ragazzi, che normalmente, invece, alla loro età dovrebbero avere la sensazione che nulla li tocchi, che tutto durerà per sempre, che sono invincibili. Dirò di più: in genere i giovani hanno un vero senso di immortalità, mentre il mondo oggi si mostra in tutta la sua fragilità. Questa discrepanza non può che generare ansia. Come dicevamo prima, l’ansia in realtà è un calderone dove possono trovarsi tanti elementi, però penso che questa fragilità, che è palpabile nella società odierna, pesi particolarmente sui più giovani».

Si può fare qualcosa per prevenire questa situazione? Come possiamo esorcizzare queste paure e incoraggiare i ragazzi a guardare al futuro con speranza?
«Parto dal fatto che alcune situazioni – guerre, violenza, malattie – esistono da sempre. Nella nostra epoca, è vero, se ne parla di più, anche perché le informazioni girano più velocemente, ma se ne parla male. Soprattutto se ne parla male assieme ai ragazzi, negli ambienti dei ragazzi, dentro le famiglie, nella scuola, con gli adulti di riferimento. Spesso si lascia che i ragazzi semplicemente ascoltino. Quello non è un dialogo. Quello che aiuta davvero i giovani, così come aiuta tutti noi, è stare nel piano di realtà, provare a osservarla e a comprenderla. È utile parlare della concretezza delle cose, invitando i ragazzi a riflettere e a discutere, senza imporre giudizi, ma anzi, favorendo il dialogo».

Ad esempio?
«Per esempio proporre di riflettere su cosa ognuno può fare nella vita di tutti i giorni, nonostante quello che succede nel mondo, e che cosa ognuno può prospettare e progettare per il proprio futuro. Ecco, questo è un tipo di discorso che si può intavolare per abbassare il livello di ansia generalizzata».

L’intervista completa con Eva Pascoli a cura di Valentina Viviani si può leggere sulla Vita Cattolica dell’11 febbraio 2026

Tag:AnsiaBonus psicologoGiovaniPsicologia
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Valentina Zanella

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