«Sono cresciuta nell’azienda dei miei genitori, vivendo fasi belle e brutte, accumulando esperienza. E quando mi sono trovata ad esserne responsabile, volendo essere coerente con i valori cristiani che mi avevano trasmesso, li ho applicati nella quotidianità». A parlare è Benvenuta Plazzotta, titolare del ristorante “Dawit” a Camporosso in Valcanale. «Ma è stato durante il Covid – riprende Benvenuta – ritrovandomi per la prima volta ad aver tempo per me e studiando, che ho scoperto nella dottrina sociale della Chiesa proprio quella teoria che già stavo applicando. Nella “Rerum Novarum” ho trovato il rispetto della persona fatta a immagine e somiglianza di Dio, ognuno con i suoi talenti, che vanno sviluppati, nell’attenzione verso la sua famiglia, all’interno di una società ispirata ai principi cristiani di solidarietà e sussidiarietà, un concetto di lavoro come modo per realizzarsi. Perciò, l’enciclica di Leone XIII mi ha confermato di essere sulla strada giusta e che la dottrina sociale della Chiesa si può applicare nella vita, non è un’impresa utopica, ma realistica. È questo il motivo per cui sono un’imprenditrice serena, che crea insieme ai collaboratori».
Benvenuta l’ha raccontato anche davanti alle telecamere di TV2000, come si riporta in un articolo pubblicato sulla Vita Cattolica del 18 febbraio 2026.
«È evidente – continua la ristoratrice – che si tratta di un cambiamento che parte dall’alto, dall’imprenditore. Non sono la “padrona”, ma chi conduce l’azienda e da sola non posso fare nulla; anch’io ho uno stipendio come gli altri, un po’ più alto perché lavoro più ore, con più rischio, ma non porto a casa il risultato dell’azienda, che viene tutto reinvestito. I nostri ospiti trovano un ambiente collaborativo e i clienti ci dicono: “Qui stiamo bene, siamo a casa”. È questo il successo, l’ambiente sereno per tutti ed è un risultato impagabile. E il mio desiderio – conclude Benvenuta – è che quest’esperienza contagi anche altre aziende, perché ritorni il desiderio di fare impresa, ma con nuovi paradigmi. Conviene a tutti, si vive meglio. Potremmo aprire una via nuova vivendo la dottrina sociale della Chiesa».
Il “Die Pause Dawit” è un ristorante conosciuto dal 1957 anche come “Un posto di (p)assaggio”, molto apprezzato sia dalla clientela italiana che da quella austriaca, anche per gli splendidi paesaggi del Tarvisiano.














