Riunirsi attorno allo stesso altare è la modalità più consona per “rendere grazie”, gesto che l’Eucaristia è per definizione. Ma l’altare è anche il luogo in cui si “fa memoria”. Due movimenti che convergono e che muovono l’intera Chiesa diocesana a riunirsi a Gemona nel pomeriggio di domenica 3 maggio, in prossimità del fatidico 6 del mese in cui si ricordano i 50 anni dal devastante Orcolat del 1976. La grande Messa che il cardinale Zuppi presiederà alle 16 di domenica 3 maggio a Gemona si configura, così, come uno dei principali eventi ecclesiali degli ultimi anni. Senza limitarsi a uno sguardo retrospettivo a quel tragico “venerdì santo” che fu il 6 maggio, ma invitando un’intera comunità diocesana a stringersi e guardare al futuro con la speranza della Pasqua.
L’Arcidiocesi di Udine, in accordo con i diversi soggetti coinvolti nella preparazione della celebrazione eucaristica di domenica 3 maggio in occasione del 50° anniversario del terremoto in Friuli, ha reso note sul sito www.diocesiudine.it le modalità di accesso alla celebrazione. Indicazioni che, giocoforza, risentono di importanti misure di sicurezza.

Partecipare alla Santa Messa
La S. Messa si svolgerà in un’area militare – la caserma Goi-Pantanali – che per gli eventi del 50° anniversario del terremoto è stata concessa in gestione alla Protezione Civile regionale. E che è stata allestita con un grande palco (che sarà utilizzato anche per il concerto di Andrea Bocelli il 7 maggio), 6.000 posti a sedere, 2.000 posti in piedi e due ulteriori tribune da 2.400 posti.
La partecipazione alla S. Messa e l’ingresso all’area della celebrazione sono gratuiti, ma subordinati a una registrazione on-line. Il portale web di riferimento sarà TicketOne. Il link per la registrazione è già a disposizione delle Parrocchie, a cui i fedeli possono far riferimento; dal 24 aprile la registrazione sarà aperta e disponibile sempre sul sito diocesano. I giovani partecipanti all’incontro del mattino e i ministranti partecipanti alla Festa diocesana dei ministranti avranno un canale di iscrizione loro dedicato, che sarà comunicato separatamente. Sarà possibile acquisire il pass in loco, previa disponibilità di posti. L’Arcidiocesi, tuttavia, consiglia di munirsi in anticipo del biglietto di accesso all’area.
L’accesso all’area della celebrazione avverrà da via Armentaressa, dove saranno predisposti i “filtri” di accesso con i controlli di sicurezza. All’arrivo a Gemona, i partecipanti dovranno esibire il pass (stampato o in formato digitale da smartphone) al personale preposto. All’arrivo, i partecipanti riceveranno il libretto della celebrazione, alcuni materiali aggiuntivi a ricordo dell’evento e saranno accompagnati ai settori. Diversi posti saranno riservati ad autorità e personalità invitate. Sarà prevista la possibilità di registrazione dedicata a persone con sedia a rotelle o difficoltà ambulatorie certificate, le quali potranno usufruire di un’area dedicata.
Come raggiungere Gemona
Particolarmente complessa è la gestione degli arrivi a Gemona. Mentre per i fedeli che si trovano lungo direttrici ferroviarie – compresa la città di Udine – l’invito è di giungere a Gemona in treno, l’Arcidiocesi ha predisposto 8 bus dalle aree più periferiche dell’Arcidiocesi: dal latisanese e codroipese, dalla zona fagagnese, lungo la direttrice che dalle Valli del Natisone risale verso Tarcento e dalle valli della Carnia. Mezzi privati possono giungere fino al parco del Rivellino di Osoppo, da cui sarà attivato un ulteriore servizio di bus-navetta.
I giovani e i ministranti, presenti a Gemona fin dal mattino, potranno chiedere l’utilizzo di mezzi loro riservati dalla Pastorale giovanile.

Le croci astili delle Parrocchie
Come segno di unità della nostra Arcidiocesi, sono invitate le croci astili delle chiese parrocchiali, debitamente ornate. I crociferi, che si raccoglieranno in una zona loro riservata prima della celebrazione, a tempo debito, entreranno insieme nel settore loro predisposto a fianco del palco.
“Chi canta prega due volte”…
…diceva Sant’Agostino. Per facilitare il ruolo del coro – composto da circa 200 elementi, con il supporto musicale di un’orchestra – l’Ufficio liturgico diocesano ha diramato i canti della celebrazione, a loro volta disponibili sul sito diocesano.
G.L.














