Si è svolta nel pomeriggio di lunedì 9 marzo a Udine, nella sede del nido d’infanzia “Casetta a colori” – nella centralissima via Rivis 19/A – la consegna dei fondi raccolti nell’ambito dell’iniziativa “Natale in città 2026” che dal 30 novembre all’11 gennaio scorsi ha visto la città di Udine animarsi con concerti natalizi, presepi, conferenze, vetrofanie d’arte e, appunto, iniziative di solidarietà. Alla cerimonia erano presenti l’arcivescovo di Udine mons. Riccardo Lamba, il presidente della Fondazione Centro Caritas don Luigi Gloazzo, la coordinatrice della “Casetta a colori” Anna D’Arrigo, il presidente di mandamento di Confcommercio Udine Rodolfo Totolo, il coordinatore dell’associazione “Sport, cultura & spettacolo San Marco” Roberto Spadaccini e il coordinatore del progetto, il diacono Marco Soranzo, oltre a tre educatrici del nido d’infanzia. Proprio queste ultime hanno raccontato ai presenti il progetto della “Casetta”, che attualmente accoglie 26 bambini e bambine provenienti da 12 nazionalità diverse, spesso con genitori – soprattutto mamme – in condizioni di solitudine, difficoltà di integrazione e di precariato lavorativo.
L’ammontare complessivo delle offerte versate al progetto della Caritas udinese ammonta a 1.325 €; la quota è stata raccolta in diverse iniziative, tra cui i quattro concerti itineranti “Atmosfera di Natale”, una serata di approfondimenti ecumenici e un incontro culturale. Nel computo vi sono anche le offerte raccolte nei 15 punti vendita affiliati a Confcommercio aderenti all’iniziativa con il progetto “Un dolce solidale”.

«La Casetta a colori è una realtà preziosa della Caritas udinese, un segno concreto che riduce le problematiche legate all’integrazione», ha affermato l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba. «È importante che realtà come questa si conoscano soprattutto nelle loro finalità: sostenere la genitorialità di chi è in percorsi di integrazione socio-lavorativa».
Alla cerimonia è intervenuto anche il presidente della Fondazione Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine, don Luigi Gloazzo. «Il progetto della Casetta – ha affermato – è nato per dare una risposta di autonomia a famiglie che, avendo a disposizione un luogo dove poter accompagnare i figli più piccoli, potevano dedicarsi a un impiego e ottenere una indipendenza economica. Se pensiamo che il 15% della cittadinanza udinese è di origine non italiana, con punte del 30% in alcuni quartieri – ha spiegato Gloazzo –, capiamo come oggi l’interculturalità sia una componente strutturale della nostra società. La “Casetta” è cresciuta negli anni per dare risposta a esigenze diverse».

«Il mandamento di Confcommercio di Udine – ha dichiarato il presidente Rodolfo Totolo, presente alla cerimonia anche a nome del presidente Giovanni Da Pozzo – è orgoglioso di aver contribuito, attraverso la generosità e la sensibilità di alcuni nostri associati, alla raccolta “Un Dolce Solidale” a favore di Casetta a colori, realtà preziosa della Caritas diocesana che ogni giorno accoglie e accompagna tanti bambini e le loro famiglie. Questa iniziativa dimostra come il mondo del commercio cittadino non sia soltanto motore economico del territorio, ma anche parte attiva e responsabile della comunità. Durante il periodo natalizio, che per definizione richiama ai valori della condivisione, i nostri imprenditori hanno saputo trasformare un gesto semplice in un segno concreto di vicinanza e sostegno».

La consegna delle offerte raccolte nel progetto “Natale in città 2026” chiude formalmente la prima edizione di iniziative natalizie promosse a Udine dall’Arcidiocesi udinese. Il progetto, nel suo complesso, è stato reso possibile dal contributo del Comune di Udine, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Preziosissime le numerose collaborazioni, tra cui le già citate Confcommercio Udine, Associazione “Sport, cultura & spettacolo San Marco”, ma anche Museo diocesano e Gallerie del Tiepolo, Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine, Fondazione Casa dell’Immacolata e i media diocesani La Vita Cattolica e Radio Spazio.

Che cos’è la “Casetta a colori”
La Casetta a colori è un nido d’infanzia con sede a Udine, in via Rivis 19/A, ed è gestito dal Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine. Il servizio è rivolto a famiglie con bambini e bambine fino a 36 mesi. I posti in accoglienza sono 26, dei quali 18 sono convenzionati con il Comune di Udine.
Una delle caratteristiche principali della Casetta a colori è l’essere un nido interculturale, data la presenza di varie nazionalità tra le famiglie che afferiscono al servizio. Quest’anno i bambini provengono da famiglie originarie di: Albania, Italia, Kosovo e Ucraina; Bangladesh, India e Pakistan; Camerun, Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria e Tunisia.

La Casetta a colori lavora in rete con altri servizi del Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine: la Scuola di italiano, il Centro di ascolto diocesano, la sartoria “Fîl”, l’Équipe di accoglienza femminile, le Équipe di accoglienza per cittadini stranieri richiedenti asilo e rifugiati e con l’Opera diocesana Betania, occupandosi quindi della presa in carico dei nuclei familiari più fragili con figli minori. Collabora con gli assistenti sociali dei Servizi sociali territoriali e del Servizio minori dell’Ambito del Friuli Centrale; è in rete con comunità mamma-bambino del territorio; è attiva una Convenzione con l’IC 3 di Udine, grazie alla quale c’è una collaborazione con le insegnanti delle scuole dell’infanzia dell’Istituto stesso.

Durante l’anno la Casetta a colori organizza laboratori e incontri per i genitori; per esempio, si affronta l’importanza della lettura fin dai primi mesi di vita, si propongono corsi di italiano specifici per mamme in collaborazione con la scuola di italiano della Caritas, laboratori di sartoria in collaborazione con la sartoria “Fîl”, incontri sulle dinamiche relazionali nella prima infanzia, laboratori esperienziali per genitori e bambini. Tramite questi incontri, i genitori, talvolta portatori di storie personali e familiari complesse, possono acquisire maggiori competenze in un contesto sociale ed educativo spesso molto diverso da quello di origine.














