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“Cassonetti gialli” per gli abiti usati, la Caritas: «Eccezionale aumento del conferimento»

In questi giorni, diverse segnalazioni da parte della cittadinanza (pubblicate sui social network e raccolte in un servizio di una televisione locale) danno conto, a Udine, di una situazione critica rispetto al conferimento di indumenti usati nei cassonetti gialli della Caritas diocesana e in gestione alla cooperativa Nascente. Attorno ai cassonetti, ubicati nei pressi di alcune chiese cittadine, si sono infatti accumulati vestiti usati, scarpe e altro materiale affine, dando vita a una situazione poco consona e poco decorosa.

«Non si tratta di un allentamento del servizio di recupero e pulizia da parte della cooperativa, ma di una situazione di eccezionale aumento del conferimento» fa sapere la Caritas diocesana in una nota. È un fatto che, non a caso, coincide con l’entrata in vigore di una nuova normativa che vieta di smaltire abbigliamento e prodotti tessili nell’indifferenziato, ossia nel cosiddetto “rifiuto secco”. «Con molta probabilità – prosegue la nota della Caritas diocesana – parte della cittadinanza ancora non ha preso familiarità con la nuova prassi che prevede che questo tipo di rifiuto sia conferito negli appositi cassonetti del Centro Raccolta (uno per l’abbigliamento e uno per i prodotti tessili, come da indicazione della Net)».

La Caritas udinese ricorda, inoltre, come «abbandonare gli abiti usati fuori dai cassonetti gialli compromette il loro utilizzo, rendendo del tutto vana la raccolta, per non dire della situazione di degrado che produce». A beneficio di tutti e della città, la Caritas diocesana di Udine invita quindi la cittadinanza a una gestione degli indumenti usati più rispettosa e più sostenibile.

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