L'editoriale

Prima l’amore

Dal 6 al 12 giugno il Santo Padre si è recato in Spagna per un intenso Viaggio Apostolico articolato in tre tappe: Madrid, Barcellona e le Isole Canarie. Una settimana ricca di incontri, celebrazioni e momenti di dialogo che hanno posto al centro alcuni temi fondamentali del magistero pontificio: la dignità della persona umana, la vocazione dei giovani, la comunione ecclesiale e la solidarietà verso i più vulnerabili.

A Madrid il Papa ha incontrato le istituzioni civili, i giovani e numerose comunità di fedeli. Nel suo intervento alle Cortes Generales ha richiamato il valore inviolabile della vita umana, specialmente nelle sue forme più fragili e vulnerabili: i nascituri, gli anziani, i migranti e quanti vivono situazioni di emarginazione. Ha inoltre ricordato come le leggi e l’azione politica siano chiamate a servire la dignità della persona e il bene comune.
Particolarmente significativo è stato l’incontro con i giovani, ai quali il Santo Padre ha rivolto un forte invito all’autenticità, al coraggio e alla scoperta della propria vocazione. Le sue parole hanno suscitato entusiasmo e speranza, incoraggiando le nuove generazioni a non avere paura di interrogarsi sul senso profondo della propria vita e di aprirsi con fiducia alla chiamata di Dio.

La seconda tappa del viaggio si è svolta a Barcellona. In diversi momenti di incontro e di preghiera, tra cui il dialogo con i giovani a Montjuïc, il Papa ha sottolineato l’importanza dell’unità, della comunione e della solidarietà come vie privilegiate per costruire una società più fraterna e una Chiesa sempre più capace di testimoniare il Vangelo nel mondo contemporaneo.
Particolarmente intensa è stata la celebrazione eucaristica per il centenario della morte dell’“Architetto di Dio”, Antoni Gaudí, culminata con la benedizione della Torre di Gesù Cristo della Sagrada Família. In questa occasione il Santo Padre ha richiamato il valore della bellezza come autentica via all’incontro con Dio, ricordando come l’arte e l’architettura possano diventare luoghi di esperienza spirituale, di evangelizzazione e di apertura al trascendente.

Tra i momenti più intensi del viaggio rimarrà certamente il ricordo della Sagrada Família gremita di fedeli per il centenario della morte di Antoni Gaudí. Partecipare a quella celebrazione, come Postulatore della sua Causa di beatificazione, ha permesso di cogliere con particolare evidenza come la sua eredità spirituale continui a parlare al cuore di credenti e non credenti. La luce che attraversa le vetrate del tempio sembrava richiamare il messaggio che ha accompagnato l’intera giornata: la bellezza autentica nasce dall’amore e conduce all’incontro con Dio.

In un contesto spesso segnato dalla secolarizzazione e dall’indifferenza religiosa, la celebrazione ha offerto una forte testimonianza di fede e di comunione. Il messaggio spirituale di Gaudí è risuonato con particolare forza nelle parole: «Primer, l’amor; després, la tècnica» (“Prima l’amore, poi la tecnica”), richiamando tutti alla sorgente e al fine di ogni autentica bellezza: l’amore di Dio. Un’espressione semplice ma profonda, capace di sintetizzare non solo l’opera dell’architetto catalano, ma anche una prospettiva cristiana sulla cultura, sull’arte e sulla vita stessa.

L’ultima tappa del viaggio ha portato il Santo Padre nelle Isole Canarie, crocevia di molte rotte migratorie verso l’Europa. Qui ha incontrato diverse comunità di migranti, operatori pastorali e volontari impegnati nell’accoglienza. Dai luoghi segnati dalla sofferenza e dalla speranza di tanti uomini e donne in cammino, il Papa ha lanciato un forte appello alla comunità internazionale affinché siano tutelati i diritti e la dignità delle persone costrette a lasciare la propria terra.

Questo Viaggio Apostolico ha lasciato alla Chiesa e alla società un messaggio chiaro e attuale: custodire la dignità di ogni persona, accompagnare i giovani nella ricerca della propria vocazione, costruire ponti di fraternità e riconoscere nella bellezza una via privilegiata che conduce a Dio. In un tempo attraversato da profonde sfide culturali e sociali, il Santo Padre ha ricordato che la speranza cristiana non nasce dall’ottimismo umano, ma dall’incontro con Cristo, capace di trasformare il cuore dell’uomo e di rinnovare la storia.

P. Reniel Alí Ramírez Herrera, S.F.

Postulatore della Causa di beatificazione di Antoni Gaudì

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