Si è concluso il progetto di ricerca dal titolo “Le battaglie ambientali in difesa della laguna di Marano”, promosso dalla Pro Torviscosa, in collaborazione con la Fondazione Micheletti (da anni si occupa dei problemi ambientali provocati dalla Caffaro) e l’associazione “Nord Est Guide, con il sostegno economico della Regione.
L’iniziativa – che ha coinvolto un gruppo di giovani neolaureati o laureandi, oltre ad un videomaker – ha consentito di realizzare una ricerca approfondita sull’inquinamento causato alla laguna dalle attività industriali della Saici Snia Viscosa, mettedo in risalto la voce della gente in merito al danno ambientale causato, denunciato più volte nel tempo da cittadini, pescatori, comitati e amministrazioni pubbliche.
Il progetto della Pro Torviscosa – che si è idealmente concluso sabato 4 aprile con un’escursione in battello nell’area lagunare interessata dall’inquinamento, occasione anche per proiettare il video realizzato nell’ambito dell’iniziativa – ha consentito, attraverso un’accurata ricerca e la raccolta di interviste e testimonianze, di “ricostruire” la lunga vicenda legata all’insediamento del complesso industriale di Torviscosa che, scrive la Pro Torviscosa in una nota, provocò fin dal suo inizio problemi di carattere ambientale in laguna.
Grazie al progetto sono stati reperiti 36 documenti d’archivio, 40 monografie di riferimento generale e 43 articoli di stampa del periodo 1950-2010. Sono stati inoltre consultati 10 testi di legge e individuate due sentenze connesse alle problematiche trattate. Durante la ricerca è stato anche ritrovato un video storico inedito realizzato dalla Saici nei primi anni Cinquanta. Dai documenti analizzati è emerso che, fin da subito, i primi a protestare furono i pescatori, colpiti dai danni alla fauna ittca e alle valli da pesca. La loro presa di posizione convinse il Comune di Marano ad avviare, nel 1949, anche azioni legali contro la Saici.
Un nuovo capitolo si aprì nel 1950 quando entrò in produzione l’impianto cloro soda: in 58 anni di attività scaricò nelle acque pubbliche e da lì nella laguna di Marano circa 200 mila kg di mercurio. Nel 1962 si registrarono ulteriori sversamenti di prodotti che contenevano vari tipi di solventi.
Il progetto di ricerca ha, dunque, contribuito a ricostruire le vicende legate alle battaglie ambientali in difesa della laguna. Allo stesso tempo ha messo in evidenza l’importanza naturalistica di un’area lagunare di grande valore. Nell’ambito del progetto è stata anche redatta una pubblicazione con i risultati della ricerca.
Monika Pascolo














