Sette dei suoi componimenti hanno “varcato” l’Oceano e sono stati tra i protagonisti della Giornata mondiale dedicata alla poesia che si è svolta il 21 marzo a Washington. E dagli Stati Uniti hanno raggiunto – grazie alla diretta su Youtube – ogni angolo del mondo. Il 55enne Cristian Fior è stato una delle nove “voci” che hanno rappresentato l’Italia al festival internazionale promosso dal World Poetry Movement, grazie all’invito della coordinatrice italiana dell’evento, Brigidina Gentile.
19Così, tra i 333 partecipanti e le quasi 700 poesie sono stati ascoltati anche i versi nati dalla penna del “poeta operaio” – Cristian è proprio operaio in una fabbrica della zona –, unico friulano a partecipare al mega evento. «Sono ancora emozionato a parlarne – ammette –; quando mi è stato proposto il progetto è stato come un fulmine a ciel sereno, un evento inatteso che mi ha riempito di gioia e di orgoglio, non solo per aver avuto l’opportunità di far conoscere quello che scrivo, ma anche per aver portato il nome del Friuli in tutto il mondo, insieme a quello di Tarcento, il paese che mi ha visto crescere, e di Ragogna, la località che mi ha “adottato”, due comunità che nel mio cuore hanno uno spazio del tutto particolare».
Per l’iniziativa mondiale – una 24 ore no stop di poesia – gli organizzatori hanno richiesto la realizzazione di un video con la presentazione del partecipante e la lettura di alcuni suoi componimenti. Cristian ha allora rispolverato quattro poesie già pubblicate – scegliendole tra le tre raccolte “Ai confini dell’anima”, “Sei sempre stata a due passi dal mio cuore” e “Tra le pieghe del cuore” (pubblicato grazie al premio speciale della critica al Concorso nazionale di poesia di San Remo, nel 2019) – e tre inedite che, insieme ad altre decine e decine di componimenti conserva in un cassetto di casa, «in attesa che giunga il momento giusto per “regalarle” ai lettori».
Il “poeta operaio” scrive versi dal 1986. E da allora non ha più smesso. «Mettere nero su bianco quello che sento dentro è una necessità – racconta –; può nascere dall’osservare la natura, da una chiacchierata con qualcuno, da una sensazione che vivo in un determinato momento». Allora le parole, di getto, finiscono su un foglio – «Ho un block notes sempre con me» – con l’intento di “fermare” l’emozione e concedersi la possibilità di rendere immortale quel “sentire”. Cristian, infatti, prima di tutto le poesie le scrive per se stesso. È sempre stato così fin dal suo primo componimento. «Inizialmente tutto è nato come un diario che racchiudeva quello che provavo». Una sorta di necessità, per non perdere gli attimi e le emozioni di una quotidianità che altrimenti sarebbe cancellata da fretta e frenesia. «Fermo attimi e lo faccio con parole semplici, senza troppe pretese, ma con grande passione e con il sentimento dell’amore a fare da sfondo».
Che è poi la particolarità che piace. Tanto che Cristian non solo ha avuto – fino ad oggi – l’opportunità di pubblicare tre raccolte – giunte persino in Argentina oltre che in altri Paesi d’Europa –, ma pure di partecipare per ben due volte al Salone internazionale del libro di Torino.

«Tutto è nato per caso. Avevo inviato il manoscritto alla casa editrice e nel giro di venti giorni mi sono ritrovato in Piemonte a parlare della mia passione».
Lo ha fatto con la pubblicazione “Sei sempre stata a due passi dal mio cuore”, edita nel 2017 da BookSprint Edizioni e dedicata a Sabrina, con cui è sposato da 33 anni. Una bella soddisfazione, anche sapere che una ragazzina ha “preso a prestito” il verso di Cristian per “donarlo” alla propria nonna (compaesana del poeta). «È piacevole sapere che queste parole sono state fatte proprie da una giovanissima». E aggiunge che in occasione di una presentazione del libro, le locandine sono sparite non appena esposte, perché l’immagine della copertina era piaciuta particolarmente, tanto da diventare un quadro da conservare in casa.
Insomma, una sensibilità contagiosa. «Il fatto che le persone si rivedano in quello che scrivo, e la mia è una poesia che prende forma nel giro di poche frasi, mi dà una gioia immensa ed è la sensazione che ho provato anche partecipando alla “Giornata mondiale della poesia” che, seppur a distanza, ha messo in luce tanti buoni sentimenti. Una sorta di gemellaggio invisibile che ha riunito voci da tutti i continenti».
Anche quella di Cristian che, in fondo, racconta in maniera semplice e immediata la sua vita e ciò che l’ha segnata. Anche in maniera profonda. Come la perdita di mamma Gabriella a 18 anni – «Io non lo ricordo, perché è sempre stata molto malata e, quindi, spesso in ospedale, ma in molti mi raccontano che amava scrivere e forse ho ereditato proprio da lei questa passione», dice con grande emozione –, la sua infanzia, terzo di cinque figli, nella borgata tarcentina di Madonna del Giglio – «al tempo non c’erano portoni, non c’era l’isolamento voluto che oggi caratterizza le nostre vite, con case dove le siepi in giardino sono alte oltre due metri, così da non vedere i vicini…» –, le difficoltà, la perdita di papà Francesco e pure le gioie e i tanti motivi per sorridere, oltre a quel legame profondo e rispettoso con tutto ciò che è natura. Che lo ha spinto anche a impegnarsi pubblicamente: Cristian, infatti, è il presidente del Comitato “Pro Tagliamento in Unesco”, sodalizio impegnato nella tutela del fiume con numerose iniziative.
Insomma, seppur dividendosi tra l’impegno lavorativo, quello pubblico e la vita familiare (l’amata figlia, anche lei ispiratrice di molti suoi scritti, si è sposata qualche anno fa), Cristian da 40 anni a questa parte non ha mai posato la penna. «Penso in friulano – svela –, ma poi scrivo in italiano». E i suoi versi, anche tradotti in marilenghe, sono stati pubblicati nel Calendario 2020 edito dal Comune di Tarcento.
E mentre si avvicina il 50° anniversario del terremoto, che al tempo ha ridotto ad un mucchio di macerie anche la sua casa natale tarcentina, il poeta operaio anticipa che in quel cassetto zeppo di scritti è conservata una poesia per ricordare la tragedia del 1976, dal titolo “Il mio Friuli”, che – del tutto inedita – pubblichiamo qui sopra. Intanto, attende «il momento giusto» per dare alle stampe la sua quarta raccolta di poesie, dal titolo “Fram-menti di vita”, mentre si dedica ad “accompagnare” con la sua sensibilità eventi di amici artisti. «Per me è un onore e un piacere che abbiano pensato a me per le presentazioni», afferma, con l’umiltà che l’ha sempre contraddistinto. A breve sarà di nuovo impegnato nella giuria (di cui fa ormai parte) del Premio letterario Farlatti “Voci di rinascita”, promosso dal Circolo Farlatti col patrocinio del Comune di Majano e della Comunità Collinare del Friuli.
Nel frattempo, le sue poesie “viaggiano” in tutta Italia e oltre confine – non solo alla riuscita “festa planetaria” di Washington –, prendendo parte a svariati concorsi, da cui sono già arrivati riconoscimenti.
Monika Pascolo














