«Due nuovi documenti, per aiutare il popolo di Dio, i sacerdoti, i diaconi, a sentirsi uniti all’essere Chiesa e a vivere l’approfondimento che viene espresso attraverso il decreto in maniera ecclesiale». Il vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine, mons. Dino Bressan, introduce così l’emanazione da parte dell’arcivescovo mons. Riccardo Lamba di due nuovi decreti arcivescovili. Si tratta del nr. 515, che regola il suono delle campane nelle chiese dell’Arcidiocesi, e del nr. 516, sulla celebrazione delle esequie. Considerata l’importanza delle nuove norme, la Vita Cattolica, sull’edizione nr 16 di mercoledì 15 aprile, riporta i testi in versione integrale.
Entrambi i decreti entreranno in vigore domenica 19 aprile, terza di Pasqua.

Le due materie – esequie e suono delle campane – sono accostate casualmente, chiarisce mons. Bressan. «Entrambi i decreti sono però frutto di una richiesta di riflessione su questi temi da parte dei sacerdoti, che ne hanno voluto un approfondimento che poi sfociasse in alcune linee guida comuni». E così è stato.
Dei due testi – sottolinea il Vicario generale – il più importante è sicuramente quello relativo alla celebrazione delle esequie (qui l’approfondimento). «Esso rappresenta un invito a celebrare bene, a vivere questo momento come un’occasione di umana partecipazione e vicinanza da parte della Chiesa alla famiglia del defunto, però anche come un’occasione di evangelizzazione. La celebrazione del mistero pasquale di Cristo ci offre opportunità notevoli per esprimere anche i contenuti della fede cristiana attorno al tema della morte, della risurrezione, del prendersi cura dei nostri corpi mortali, del pregare».
Riguardo al documento sul suono delle campane, esso fa seguito ad un confronto che ha preso le mosse anche dal fatto che «si sono susseguite negli ultimi tempi diverse denunce da parte di vari cittadini nei confronti della Chiesa, delle Parrocchie, in particolare per suono prolungato delle campane. C’era dunque bisogno di confrontarsi su questo tema con le autorità giuridiche ed amministrative per evitare attriti e inutili tensioni, garantendo una disciplina unitaria». Tutto ciò, conclude mons. Bressan, al fine di «tutelare la libertà e il diritto di esprimere, attraverso il suono delle campane, la nostra fede, il richiamo ai momenti liturgici o ai momenti di partecipazione della vita comunitaria».
Valentina Zanella














