Friuli Collinare

Pignano, gonfalone a nuovo per la comunità

Da sempre a Pignano – frazione di Ragogna –, la Pasqua è un momento di comunità tra i più significativi dell’anno. Sin dal 1943, infatti, si tiene la sagra paesana che è diventata punto di riferimento per tutto il territorio. Quest’anno però c’è stato un motivo di festa in più: durante la Santa Messa del giorno di Pasqua è stato infatti restituito alla comunità – dopo un importante restauro reso possibile dal finanziamento della Fondazione Friuli – il gonfalone dedicato alla Beata Vergine Immacolata.
«Lacerato specialmente nella parte alta, accanto all’asta di legno – spiega il parroco don Romano Michelotti –, il gonfalone era rimasto per lungo tempo arrotolato nel deposito sopra la sacrestia, tanto che risultava sconosciuto a gran parte dei fedeli. E pensare che, invece, per generazioni era stato oggetto di devozione, esposto in chiesa accanto all’altare di destra, anch’esso dedicato all’Immacolata con la sua splendida statua lignea. Abbiamo quindi pensato che fosse importante riportarlo alla luce, esporlo nuovamente in chiesa nella sua collocazione originaria e renderlo così visibile agli occhi e alla devozione dell’intera comunità. Grazie alla Fondazione Friuli abbiamo quindi potuto affidarne il restauro, su indicazione di mons. Sandro Piussi e con il nulla osta della Soprintendenza, a Elena De Sabbata».
Il manufatto – dipinto agli inizi del Novecento – presentava anche altri danni meno vistosi, oltre a polvere, impurità e deformazioni. Il tempo aveva poi reso la stoffa in seta poco elastica, pertanto fragile, con i colori poco brillanti, in alcuni punti addirittura mancanti. Di forma rettangolare, sul davanti il gonfalone presenta l’immagine dell’Immacolata Concezione, ai piedi quattro figure di devote da una parte e Sant’Agnese dall’altra. L’effigie è contornata da una cornice in seta azzurra con una ricca decorazione dorata costituita da fogliami, girali, uccelli, putti. Sul retro, c’è invece il monogramma mariano “SM”, una corona dorata in alto e un tralcio di rose sotto, il tutto su sfondo verde. Anch’esso è contornato da un’eguale cornice azzurra e decorazioni dorate. A sua volta, la cornice è contornata da una frangia ricamata azzurra. A sostegno dello stendardo, nel lato superiore, c’è invece un’asta di legno con pomelli dorati da cui scendono due cordoni azzurri con due nappe all’estremità.
Domenica 3 maggio, nel contesto delle celebrazioni per il 50° anniversario del terremoto, il gonfalone accoglierà la delegazione della Diocesi gemellata di Carpi, guidata dal vescovo, mons. Erio Castellucci, che parteciperà alla Santa Messa.

Anna Piuzzi

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