Appena due giorni prima del terremoto, il 4 maggio, aveva compiuto 17 anni. Venti giorni dopo era già in Friuli. Come volontaria. «Eravamo un gruppetto di scout partito con il pulmino della Parrocchia, insieme al parroco don Saulo Scarabattoli e a don Umberto Stoppa. Ci chiesero la disponibilità a dare una mano alla popolazione terremotata: avevo genitori molto aperti e gli stessi insegnanti, considerato che l’anno scolastico non era concluso, non ebbero obiezioni». A parlare è Sandra Balducci di Perugia, la cui Diocesi si è poi gemellata con la Parrocchia di Peonis, località dove negli anni per diverse estati è tornata come volontaria. «Ma la prima destinazione – racconta –, una volta giunta sui luoghi del disastro, è stata Resiutta». La ragazza aveva con sé una tenda canadese che per una quindicina di giorni sarebbe diventata la sua camera da letto, montata vicino alle tende che ospitavano i terremotati. «Una volta arrivata in paese l’impressione è stata tremenda. Era tutto distrutto. Non potrò mai dimenticare l’immagine della luna vista attraverso una finestra che era l’unico pezzo di una casa rimasto intatto…».
Sandra, nonostante la giovanissima età, si ritrovò immediatamente in quella che definisce «una situazione particolare». «I miei compagni di viaggio furono destinati ad altre località e così a Resiutta rimasi sola, senza gli amici di Perugia. Avevo il compito di gestire la segreteria dei volontari scout, insieme ad una coetanea volontaria di Spresiano, inviandoli nei paesi attorno dove c’era bisogno del loro intervento per spostare macerie, recuperare mobili nelle case distrutte, gestire l’animazione per i bambini, oppure destinandoli alle incombenze che ci venivano indicate dai militari, perché in quel momento il punto di riferimento dei soccorsi era proprio l’Esercito».
L’ex ragazzina – che poi, concluso il liceo classico, sarebbe diventata insegnante di educazione motoria – ricorda di non aver mai avuto timore delle scosse che, comunque, si sono susseguite per mesi. «D’altra parte eravamo sempre all’aperto o sotto le tende», dice.

L’impegno che le era stato assegnato l’assorbiva praticamente tutto il giorno. «Si era nel pieno dell’emergenza e da mattina a sera eravamo operativi, così per una quindicina di giorni, fino al cambio turno con altri volontari». I momenti di pausa, per i pranzi e le cene, li viveva nel grande tendone allestito in centro paese – e dove, in un angolo, era posizionata la “sua” segreteria – insieme alla popolazione. «Per lo più ci rapportavamo con persone adulte o anziane, perché i giovani era sempre via ad aiutare dove c’era necessità». Al mattino, per raggiungere la sua postazione doveva attraversare l’intera tendopoli. «E non arrivavo a destinazione senza che da più parti mi venisse offerto il caffè. Così, accettando le gentilezze della gente del posto, mi è capitato pure di bere grappa alle 8 del mattino…», ricorda sorridendo. Parentesi che sono state occasioni anche per qualche momento spensierato in mezzo ad una grande tragedia. «Non ho mai visto la gente scoraggiata. Ricordo invece la forza d’animo, la solidità e la compostezza, nonostante avessero perso tutto. Un atteggiamento che mi colpì parecchio e che ho sempre ricordato nel tempo».
Sandra ammette che l’esperienza di volontariato – proseguita per qualche estate successiva a Peonis, sempre come scout (nel movimento è rimasta per parecchi anni, aderendo anche al Masci, il Movimento adulti scout cattolici italiani) – è stata fondamentale per la sua crescita e la sua formazione. «In Friuli ho proprio sentito di essere nel posto giusto al momento giusto, a fare le cose giuste, vivendo un senso di compiutezza nell’attività di servizio a cui gli scout sono abituati».
E a Resiutta, anni dopo, l’ex volontaria scout è tornata. «È stato un momento bellissimo e allo stesso tempo stranissimo ripercorrere quei luoghi. Praticamente per me era tutto nuovo e mi sono orientata a fatica, trovando a distanza di anni quell’albero sotto al quale noi volontari ci prendevamo qualche minuto di pausa, chiacchierando un po’ prima di tornare operativi». Ebbene, Sandra nei prossimi giorni tornerà in Friuli, in occasione dell’anniversario del terremoto. Sarà a Peonis, alla Messa di Gemona, e pure a Resiutta per rivivere, sotto quell’albero, le emozioni e i ricordi che 50 anni fa le hanno segnato così tanto la vita.
Monika Pascolo














