Anche se ha lasciato il ciclismo professionistico a fine 2025, il 40enne bujese Alessandro De Marchi, per una settimana ha vissuto il Giro d’Italia 2026 da una posizione privilegiata. Niente meno che nel ruolo di commentatore tecnico a bordo della moto di Eurosport, per le piattaforme di Warner Bros. Il “Rosso di Buja” che ha partecipato a otto edizioni della Corsa e vestito la maglia rosa nel 2021, ha “raccontato” da vicino le tappe della seconda settimana dell’evento. «È stata una bellissima esperienza – conferma –; ho avuto la possibilità di vedere il dietro le quinte del Giro che da corridore non sempre si può o si riesce a vivere».
Ora, dopo qualche giorno di riposo a casa – insieme alla famiglia, la moglie Anna e i figli Andrea e Giovanni –, ripartirà. Perché De Marchi, una volta giù dalla bici – anche se di pedalare non ha intenzione di smettere, confida, e qualche uscita fino a Chialminis continua a concedersela – ha deciso di rimanere nel mondo del ciclismo e lo sta facendo in qualità di direttore sportivo del Team Jayco AlUla, la formazione australiana con cui ha chiuso la sua carriera professionistica. «Sono passato dall’altra parte della barricata se così si può dire, rimanendo comunque nell’ambiente dove ho investito di più e che mi ha dato tante soddisfazioni».

Tra qualche giorno il Giro virerà in Friuli e il “Rosso di Buja” assicura che sarà presente alla partenza, a Gemona del Friuli. «Quest’anno il passaggio della corsa sarà davvero speciale e lo sto già vedendo in questi giorni: c’è grande attesa, con tutti i paesi che si stanno “vestendo” a festa per l’occasione». Dal punto di vista sportivo, a suo parere, non è detto che la tappa friulana non possa ribaltare i pronostici che vedono come possibile vincitore del Giro il danese Jonas Vingegaard.
In questi giorni appena trascorsi “a tu per tu” con i ciclisti, assicura di aver visto il compaesano Jonathan Milan in forma e sereno, nonostante non siano arrivati i risultati sperati. «Da qui a Roma potrebbe farci un regalo…», è l’auspicio.
Monika Pascolo














