Ci sono luoghi che non sono fatti solo di mura, ma di storie, di volti e di passi incrociati nel tempo. Il Duomo di Paluzza (Santa Maria) è esattamente questo: da cent’anni giusti (1926-2026) veglia sulla comunità, custode silenzioso di fatiche, speranze e preghiere di un’intera vallata. Venerdì 5 giugno, la chiesa si è riempita per un incontro speciale che ha celebrato questo importante centenario in modo unico, unendo la memoria storica all’energia dei giovani. Il progetto “Rilevare e Rivelare il Duomo di Paluzza”, curato dall’Isis “Fermo Solari” di Tolmezzo, ha preso vita davanti agli occhi dei presenti.

A spiegare lo spirito dell’incontro è stato il parroco, don Tarcisio Puntel, che ha introdotto i temi chiave di questo percorso, ripresi anche nel profondo intervento di Matteo De Cecco. Il cuore del progetto non è semplicemente accademico, ma tocca corde vive: la necessità di studiare e proteggere un patrimonio storico-architettonico che racconta chi siamo e da dove veniamo. Un ponte tra generazioni: grazie alla sinergia tra professionisti, scuola e comunità, la storia della chiesa diventa un bene vivo e accessibile soprattutto per i più giovani, chiamati a trasmetterne la memoria. Un pensiero speciale e colmo di gratitudine è andato al concittadino Franco Pittino, che con generosità ha saputo trasmettere nel tempo la passione e le competenze legate allo studio di questo patrimonio.
La dirigente scolastica, Manuela Mecchia, ha giustamente sottolineato come questo lavoro sia l’esempio perfetto di una “scuola aperta”, capace di uscire dalle aule per valorizzare il territorio come risorsa educativa. I ragazzi sono stati i veri protagonisti di un’esperienza che ha unito la precisione tecnica alla riscoperta delle proprie radici culturali. Un sentito ringraziamento è andato ai docenti e agli studenti che hanno partecipato con grandissimo entusiasmo.

A rendere tutto ancora più partecipato è stata la proiezione di un video documentario che ha ripercorso le vicissitudini del Duomo, dalla posa della prima pietra ai giorni nostri. È stato emozionante ascoltare la storia raccontata sia dalle voci di personalità locali, sia dai giovani che collaborano attivamente con la Parrocchia, segno di una comunità che continua a rinnovarsi. Il momento più emozionante e atteso è arrivato alla conclusione della serata, con lo scoprimento dei lavori miniaturali dei due edifici ecclesiali, realizzati con straordinaria cura e precisione dai ragazzi del “Solari”. Vedere la nostra storia riprodotta in piccolo dalle mani del nostro futuro è stato un colpo d’occhio straordinario.
A coronare una serata già ricca di significato è stato l’intervento, apprezzato e applaudito, di don Alessio Geretti, che con la consueta profondità e sensibilità ha saputo toccare il cuore di tutti i presenti, ricordando il legame indissolubile che unisce arte, fede e comunità. Cent’anni di storia che non sono un traguardo, ma – ha detto – una bellissima ripartenza per tutta Paluzza. L’incontro si è concluso con un momento di condivisione, a coronamento dell’ottima riuscita dell’iniziativa.
Bruno Temil














